mercoledì 15 febbraio 2017

Real Time all’Accademia della Crusca: la parola “amore” deve essere di genere neutro

La Stampa
nadia ferrigo

Su Change.org la petizione dall’emittente tv: “Se i pregiudizi partono dal linguaggio, è arrivato il momento di cambiare anche la lingua”



Uno strafalcione mostruoso, ma pensato per attirare l’attenzione. Nella campagna pubblicitaria per San Valentino della rete televisiva Real Time c’è un apostrofo di troppo: «Vi auguriamo un’amore che è tutto un programma». Nonostante le polemiche, oggi l’emittente rivendica quel che è stato un errore intenzionale e spiega che non ha sbagliato niente: la provocazione serviva solo per attirare l’attenzione sulla vera iniziativa, sintetizzata, in un apostrofo sbagliato.

«Un amore è un’amore. L’amore non ha età, razza, religione, genere, orientamento sessuale - si legge nella pagina pubblicitaria pubblicata sul Corriere della Sera -. Nella lingua italiana però, la parola amore è un sostantivo di genere maschile. Se i pregiudizi iniziano dal linguaggio, è arrivato il momento di cambiare la nostra lingua. Chiediamo di consentire l’uso della parola amore anche come sostantivo femminile, rendendola di fatto di genere neutro. Perché un amore è un’amore. Nient’altro. Perché siamo per ogni genere d’amore, contro ogni pregiudizio».

Sempre Real Time ha lanciato una petizione sulla piattaforma online Change.org, nella quale chiede all’Accademia della Crusca «istituire il genere neutro per la parola amore. Anche se il genere neutro nella nostra lingua non esiste». Peccato che tra le prerogative della Crusca, la più antica accademia linguistica del mondo, non ci sia modificare la nostra lingua. Tantomeno tornando a generi che come anche Real Time ammette nella sua petizione, non esistono nemmeno più.