mercoledì 8 febbraio 2017

Oltre la metà del traffico web mondiale è generato da robot

La Stampa

Il report di Imperva Incapsula: nel 2016 solo il 48,2% dei dati scambiati online nasce da persone, il resto arriva da software che lavorano autonomamente



Oltre la metà del traffico online nel mondo non è generato da persone in carne e ossa, ma da bot, software creati per svolgere attività automatizzate su internet, dalla pubblicazione di messaggi favorevoli a Trump su Twitter alla scansione del web per indicizzare i siti e fornire risultati di ricerca. Il quadro emerge dal Bot Traffic Report di Imperva Incapsula che evidenzia per il 2016 un ritorno alla crescita dei bot buoni, quelli usati ad esempio da motori di ricerca come Google o da social come Facebook per migliorare l’esperienza degli utenti sulle proprie piattaforme, rispetto a quelli impiegati dai cyber-criminali per bloccare i siti.



Nel 2016, rileva la società, solo il 48,2% del traffico online è stato generato da persone, mentre il restante 51,8% è stato alimentato dai «bot». Si tratta di una piccola inversione di tendenza rispetto al 2015 (l’uomo aveva generato il 51,5% del traffico online), ma è almeno dal 2012 che si registra il «sorpasso» delle macchine sugli umani.

Nell’ultimo anno, rilevano gli analisti, è da evidenziare un ritorno alla crescita dei «bot» buoni (rappresentano il 22,9% del traffico online), ad esempio i software usati da Google per indicizzare le pagine web e restituire risultati di ricerca pertinenti. Stabili i «bot» cattivi (circa 29%), usati per seminare spazzatura online e sferrare attacchi informatici. Tra questi l’esempio più eclatante dell’ultimo anno è Mirai, il bot che a ottobre scorso ha spento Internet negli Usa, mettendo al tappeto centinaia di siti.