venerdì 10 febbraio 2017

L’Unione Europea ha deciso: stop ai blocchi geografici per lo streaming

La Stampa
andrea nepori

Addio al geoblocking: gli abbonati a Netflix, SkyGo e altri servizi analoghi potranno fruire dei contenuti multimediali anche quando viaggiano si trovano in altri paesi europei



«Questo contenuto può essere riprodotto soltanto sul territorio della Repubblica Italiana e di San Marino». È il messaggio di errore, a grandi linee, che SkyGo restituisce a chi prova a connettersi al servizio da un altro paese. Il blocco del servizio in caso di accesso da un paese differente da quello di residenza - implementato da servizi concorrenti in Italia e in tutto il mondo - è imposto dagli accordi di concessione dei diritti sui contenuti trasmessi in streaming. Che il limite persista anche sul territorio dell’Unione Europea, dove le merci possono transitare liberamente, è un’assurdità che Bruxelles sta provando da tempo a rettificare. 

Se tutto andrà secondo i piani, il 2018 sarà l’anno della svolta: la Commissione per il Mercato Unico Digitale ha raggiunto un accordo nell’ambito del processo di modernizzazione delle leggi europee sul diritto d’autore che prevede la rimozione dei limiti geografici per tutti i servizi di streaming multimediale. 

«La nuova regolamentazione permetterà ai consumatori di accedere ai propri contenuti online quando viaggiano in Europa nello stesso modo in cui vi accedono da casa», si legge nel comunicato con cui la Commissione Europea ha ufficializzato la decisione. «Per esempio, se un utente francese si iscrive ai servizi di Canal+ per lo streaming di serie e film, sarà in grado di accedere ai film e alle serie anche quando andrà in vacanza in Croazia o durante un viaggio di lavoro in Danimarca». 

I fornitori di contenuti, spiega inoltre la commissione, avranno a disposizione varie modalità per verificare il paese di residenza dell’utente, come la verifica dell’IP o dei dati di pagamento; potranno dunque adattare i propri filtri in modo da garantire l’accesso ai cittadini europei indipendentemente dalla loro posizione sul territorio dell’Unione. 

Il prossimo passo è l’approvazione della normativa da parte del Consiglio Europeo, cui dovrà seguire una ratifica da parte del Parlamento di Bruxelles. Se non vi saranno cambiamenti, i fornitori di servizi avranno tutto il resto del 2017 per gli adeguamenti tecnici in vista dell’entrata in vigore delle nuove regole dal 1 gennaio 2018. La decisione di rimuovere il geoblocking per i servizi di streaming fa il paio con l’abolizione del roaming europeo per gli utenti di telefonia mobile, la cui attuazione - dopo numerosi rinvii - è finalmente prevista per il 15 giugno 2017.

L’accordo raggiunto ieri sera a Bruxelles sulla portabilità dei servizi di contenuti online da uno Stato all’altro dell’Unione rappresenta «un passo in avanti su quello che sarà il mercato unico dei contenuti digitali, la grande rivoluzione dei consumi culturali in Europa». È il commento di Enzo Mazza, presidente della Federazione dell’industria musicale italiana. «Nel dicembre 2015 - ha detto Mazza all’Agi - la Commissione europea ha presentato ufficialmente un regolamento per ampliare l’accesso ai contenuti online per i viaggiatori nell’Unione.

È stata la prima proposta legislativa della strategia per il mercato unico digitale, alla quale si è aggiunta, nel settembre 2016 la proposta di aggiornamento delle norme europee in materia di diritto d’autore».