mercoledì 22 febbraio 2017

Licia Colò libera i granchi in mare. "Così favorisce l’invasione biologica"

ilgiornale.it
Rachele Nenzi - Mar, 21/02/2017 - 08:53

Poche settimana fa Licia Colò ha liberato dei granchi in mare, dopo aver scoperto che venivano confezionati vivi e venduti. Il suo gesto però mette a grave rischio il mar Mediterraneo



Oltre 2 milioni di visualizzazioni per il video di Licia Colò in cui scopre in un Carrefour romano granchi confezionati e venduti vivi. Colta da indignazione e dall'amore per gli animali, gli ha acquistati per poi liberarli nel mare di Ostia. Un gesto simbolico, per qualcuno quasi eroico. Peccato che rischia di favorire la diffusione di specie invasive.

Il parere del ricercatore

Non è qualche campagna anti-animalisti a dirlo, bensì è Ernesto Azzurro, membro del consiglio scientifico CIESM (Mediterranean Science Commission?, e presidente del comitato Marine Policy, che ammette: "liberare animali vivi di provenienza incerta in un ambiente naturale é un’azione che comporta rischi ambientali enormi". Gesti come quelli della Colò e di chi potrebbe emularli possono ritenersi una delle più grandi catastrofi ambientali odierni. La provenienza dei granchi liberati dalla Colò è dubbia. Come precisa La Stampa con l'aiuto dell'esperto, nel Mediterrano sono state introdotte più di 750 specie esotiche e molte di loro "hanno sviluppato popolazioni invasive con impatti pesantissimi sulle specie native, sugli habitat naturali, sulla pesca e sulla salute umana".

I rischi di una invasione biologica

La conduttrice televisiva ha parlato di "gesto di principio". Di certo, nessuno mette in dubbio i buoni sentimenti ma dovrebbe capire che, secondo quanto dice l'esperto, avrebbe commesso un errore. Il rischio più grande ora è evitare il rischio di emulazione. Si ipotizza che quei granchi, confezionati e venduti vivi, fossero una specie nativa: il Carcinus aestuarii. Ma Azzurro fa notare come quel tipo di granchio si facilmente confondibile con il Carcinus maenas, una delle 100 specie più invasive del mondo. Il ricercatore ammette che raramente gli animali liberati sopravvivono ma, se questo dovesse accadere, "la specie riesce a stabilirsi in un nuovo ambiente, questo può dar luogo ad un invasione biologica".

Le invasioni biologiche sono colpevoli della crisi delle biodiversità. Basti pensare che solo In Italia sono presenti più di 3000 specie aliene, introdotte spesso volontariamente. Di queste il 15% invasive.