giovedì 2 febbraio 2017

La piaga dei cinquantenni sul Web

La Stampa
gianluca nicoletti

Si moltiplicano sui social gruppi che dileggiano le persone di mezza età per la goffaggine con cui si muovono in rete

I cinquantenni sul web sono una piaga. E’ diventata lo slogan che entra in ogni status di gruppo Facebook che aggrega il dileggio per il signore di mezza età, crudelmente colpito nella sua euforica inadeguatezza nel gestire la relazione digitale.

E’ una facezia delle tante che alimentano l’ilare tastierismo sfaccendato su Facebook, ma ha un suo valore quanto indicativa di una mutazione antropologica, fino a poco tempo abbastanza sommersa nella nostra popolazione. Il cinquantenne che si muove goffamente tra i suoi contatti Facebook è ancora digitalmente infantile, è come un bambino di famiglia modesta, invitato a una festa di bambini socialmente più evoluti, da cui cerca disperatamente di farsi accettare. 

Già è uno sfigato cronico nelle iconografie che segnano tutte le pagine dei gruppi che hanno per tema “la piaga dei cinquantenni sul web”, di solito un signore corpulento alle prese con un vecchio computer anni 90 dal gigantesco monitor di plastica grigia, di modello così arcaico che nemmeno più negli uffici pubblici se ne vedono di simili. 

Il cinquantenne ha innanzitutto una visione romanticamente etica della rete da risultare grottesco per ogni alfiere del social cinismo. Ancora manda messaggi del tipo: “grazie per avermi dato l’amicizia” e annuncia una periodica quanto ricorrente “pulizia dei contatti”. Inizia la mattina condividendo con i suoi sparuti contatti un patetico “buongiornissimo!!!” seguito da un immancabile invito “Kaffè?”, naturalmente con la “k” perché il cinquantenne piaga ha ancora in mente le chat leggendarie su “Net Meeting” o su “Irc” in cui il gergo “giovanilista” di quel nuovo ardimentoso cimento era infarcito di “da dove Kiami?” o “F o M?” “Hai cam? Hai Mic?”. 

Lui allora era magari un impiegato con il pallino della tecnologia, uno speranzoso trentenne che nel 1995 salutò il nuovo sistema operativo di Windows, e i primi accessi a Internet che si pagavano a minutaggio, come l’aurora di una nuova civiltà…Il brutto per lui è che è rimasto congelato in quel tempo e ora si trova sgomento proiettato in una terra di mezzo per lui indecifrabile. 

Da una parte vede il mondo concreto degenerato e popolato da “Perzone falze”, che in lui provocano solo una crescente e galoppante indignazione. E’ ancora invasato da una fede incrollabile nella verità di Internet e naturalmente riposta e diffonde ogni bufala possibile, per questo alligna nella sua coscienza la radice profonda di ogni possibile militanza nell’ esercito degli “analfabeti funzionali”. 
Non ha coltivato negli anni altra fonte del sapere che il suo occhieggiare notturno nel suo immarcescibile monitor a bassissima definizione, per lui quella è stata l’”università della vita” e non si capacita degli insulti che riceve da quello che si immagina sia “il popolo della rete” per ogni suo timido post. 

Ogni sua esternazione è una scivolata nel ridicolo, come l’esempio che sta circolando del poveretto che ha postato “cerco bimbi da comprare in occasione”, convinto che fosse un’innocua richiesta d’acquisto. Povero cinquantenne, in fondo non vecchio all’ anagrafe ma digitalmente decrepito, bastava una “Y” per far capire che la sua non era una questua per turpe mercimonio d’ innocenti, ma solo la mesta necessità di avere un accessorio tuttofare a prezzo stracciato per cucinarsi la cena nelle sue interminabili nottate da single. Sempre davanti alla soglia di un mondo di cui vorrebbe far parte da decenni, che invece di accoglierlo e riconoscergli il merito di postare dei bellissimi biglietti augurali con cucciolotti teneri e tramonti romantici, lo bullizza a sangue nonostante i suoi capelli grigi.