lunedì 20 febbraio 2017

La nebulosa della sinistra: sigle, nomi e tribù

repubblica.it
di CONCITA DE GREGORIO

Da Rifondazione agli ex dc, il mondo progressista è diviso. Ecco come

La nebulosa della sinistra: sigle, nomi e tribù

CHI STA con chi. Per andare dove. Per fare cosa. Il disorientamento dei lettori di questo giornale e degli ostinati elettori del centrosinistra è lo stesso di tutti quelli, fra noi, che non siano cultori della materia o interessati a un seggio, spesso entrambe le cose. Nel giorno in cui si chiude il congresso di Sinistra Italiana e il Pd si riunisce in assemblea proviamo a fare una mappa, certamente in difetto di distinguo. La trasformazione dei partiti novecenteschi di sinistra in nebulosa mediatica prevede una certa approssimazione, ce ne scusiamo. Da sinistra verso destra.

Rifondazione comunista. Esiste, resiste e si avvia al decimo congresso: a Spoleto dal 31 marzo al 2 aprile. La guida ostinato Paolo Ferrero: piemontese, ex Democrazia proletaria, ministro della Solidarietà sociale nel secondo governo Prodi. Nel periodo della campagna per il No ha riconquistato visibilità, ricontattato settori del sindacato di base e associazioni storiche come l'Anpi. Conta sull'energia di Eleonora Forenza, europarlamentare barese, eletta con più di 20 mila preferenze ai tempi della lista Tsipras. Riferimento di movimenti universitari, ricercatori precari. Completamente assente da alcuni territori, ne governa altri. Ha una filiera istituzionale di consiglieri e assessori. A Palermo, per esempio, è forza di governo a sostegno di Leoluca Orlando.

Dema. Il movimento del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si ispira al manifesto delle città ribelli: capofila Barcellona di Ada Colau. Joan Subirats, ideologo del neo-municipalismo: "Gli Stati sono finiti. Saranno le città ribelli a cambiare l'Europa". In collegamento col movimento di Varoufakis, ambisce a diventare la Podemos italiana o almeno il riferimento della sinistra civica: comitati per la casa, ambientalismo, beni comuni. Stefano Rodotà sarà il 21 febbraio all'istituto per gli studi filosofici di Marotta. Molto seguito da Micromega, coniuga effervescenza giovanile e intellettualità. Nuovo meridionalismo. Neopopulismo antisistema che mostra capacità di governo. Interessante il rapporto fra De Magistris e Michele Emiliano, spesso insieme nelle foto. Per Emiliano una sorta di ‘certificazione di sinistra', all'opposto di quello che fu la foto di Vasto per Vendola e Di Pietro.

Sinistra Italiana. A congresso a Rimini. SI (ex Sel) è stata finora un gruppo parlamentare senza partito, rischia di uscire dal congresso come partito senza gruppo parlamentare. A contendere la segreteria al delfino di Vendola, Nicola Fratoianni, c'era infatti Arturo Scotto che fino a fine gennaio ha fatto tesseramento con il suo gruppo: Ciccio Ferrara, Marco Furfaro Michele Piras, Massimiliano Smeriglio. A fine gennaio il contrordine compagni: il gruppo è uscito per unirsi al movimento di Pisapia che, insieme a quello di D'Alema, potrebbe formare un gruppo parlamentare e comunque assicura in caso di elezioni un maggior numero di seggi. Pontiere con Pisapia è Ciccio Ferrara, napoletano, storico uomo macchina di Vendola, in ottimi rapporti con Bersani. All'uscita del gruppo Claudio Fava ha scritto "not in my name". Attivi al congresso Cofferati, Mussi, Landini, D'Attorre e Tomaso Montanari. Da seguire, oggi, l'intervento dell'ex sindaco di Molfetta Paola Natalicchio in una foto altrimenti per soli uomini, con la notevole storica eccezione di Luciana Castellina.

Possibile. Di Pippo Civati, antesignano del dissenso al renzismo. A fine gennaio affollata assemblea a Parma, in prove di dialogo con Pizzarotti. Molto attiva e amata Beatrice Brignone, Senigallia, subentrata in Parlamento a Enrico Letta. Luca Pastorino, sindaco ligure, ha ottenuto un eccellente risultato alle regionali portando tuttavia alla vittoria di Toti.

Campo Progressista. Tandem Pisapia-Boldrini, raggiunto dalla porzione di SI traghettata da Ferrara e Smeriglio, braccio destro di Zingaretti, ex Rifondazione, ex Sel, sinistra laziale post veltroniana presente in quasi tutte le assise del momento, siano D'Alema Pisapia o Emiliano. Una confluenza, questa, che porta al gruppo una quindicina di parlamentari. Inoltre: Maria Pia Pizzolante dai giovani di Tilt, Simone Oggionni, 1984, da Esse Blog. Dalla Puglia Dario Stefàno, dalla Sardegna Luciano Uras in singolare coincidenza di destinazione col suo antagonista Michele Piras. I rapporti del gruppo Pisapia con Renzi sono buoni, ottimi quelli con D'Alema, sospesi quelli con SI. Decisivo capire se si farà il gruppo parlamentare con quelli di ConSenso, in caso di scissione Pd.

Campo aperto. Gianni Cuperlo. La voce ferma, coerente della sinistra Dem. Per il Sì al referendum, contro la scissione del partito.

ConSenso. I comitati per un nuovo centrosinistra lanciati da D'Alema il 28 gennaio scorso sono il fulcro della galassia. Scissione o no passa da lì. La forza di D'Alema e quella di Pisapia possono formare subito un gruppo parlamentare e contano su almeno venti seggi in caso di elezioni, dice chi fa i conti. D'Alema era ieri alla riunione di Emiliano ma non sarà oggi all'assemblea Pd.

Democratici socialisti. Triangolo di opposizione a Renzi: Enrico Rossi Michele Emiliano Roberto Speranza. Emiliano, presidente Puglia, è motivato alla scalata. Si presenta da sinistra, su scala nazionale, dopo aver praticato le larghe intese in Puglia: la stagione post-Vendola è cresciuta sul bilico post ideologico caricando pezzi organici e storici del centrodestra locale. Una sinistra marsupiale, che tiene dentro e nutre - così zittisce - l'opposizione. Negli enti, nei consorzi, nelle partecipate.

Giovani turchi/1. Andrea Orlando. Ligure, radici nel Pci. Da tenere molto d'occhio nel suo lavoro di tessitura silenzioso. In dialogo con gli ex popolari e con l'area Dem di Dario Franceschini. Orlando, ministro di Giustizia sia con Renzi che con Gentiloni, è uno dei più quotati antagonisti per il dopo Renzi, in alternativa a Emiliano.

Giovani turchi/2. Matteo Orfini, ex braccio destro di D'Alema ora renzianissimo, dal gruppo Rifare l'Italia alla presidenza del partito passando per l'operazione Roma, affossamento di Marino e consegna della città al M5S. Con Francesco Verducci, in ascesa, vengono dal gruppo della fondazione Gramsci. Scuola Vacca. Studiosi, strutturati, prudenti.

Area Dem. Dario Franceschini dà le carte, e da molto tempo. Ora in asse con Gentiloni e Mattarella, radici cattoliche. Istituzionali. Con Debora Serracchiani sono l'ossatura di un possibile Pd post-renziano e centrista, il vero ostacolo all'operazione D'Alema. Il vero nemico di chi tenta di scalare il partito da una, vera o presunta, sinistra.

Movimento lombardo. Il Pd di Milano e lombardo, snobbato dalle cronache, è il più vitale. Esprime pezzi di governo. Maurizio Martina, renziano ma non troppo, bergamasco, ex segretario cittadino poi regionale. Cristina Tajani, Milano In, appena entrata nel Pd da Sel/Si. Pierfrancerco Majorino e Pierfrancesco Maran hanno governato e governano le politiche della mobilità, migranti e urbanistica. Lia Quartapelle, deputata. Un pd che parla inglese, coworking e startup, e dialoga coi piani alti e lavora in basso. Capoluogo politico della sinistra che ha vinto e governa in Comune. La parte viva del Pd.