sabato 11 febbraio 2017

Il 12 febbraio è la festa di Darwin. E del suo figlio astronomo

La Stampa
piero bianucci



Sono decine in Italia e centinaia nel mondo le iniziative del “Darwin Day”, manifestazione che ricorre ogni 12 febbraio, giorno di nascita (nel 1809) dello scienziato inglese che concepì il paradigma fondamentale della biologia moderna: l’evoluzionismo. 

La festa di Charles Darwin esordì in Inghilterra e negli Stati Uniti fin dal 1882, l’anno stesso della sua scomparsa. Da noi è arrivata tardi, solo nel 2003. Il sito Pikaia riporta e aggiorna continuamente le celebrazioni italiane. Conferenze, mostre, dibattiti: tutte cose interessanti – da Como a Salerno a Lipari, passando per Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli – ma quest’anno l’iniziativa più importante è probabilmente la prima traduzione integrale del “Diario di bordo del viaggio del Beagle”. L’ha curata per Robin Edizioni (688 pagine, 32 euro) Guido Chiesura, illustre studioso che a Darwin ha dedicato molti saggi, studi e traduzioni. 

Chiesura è geologo, Darwin era geologo (tentò gli sudi di medicina ma perse i sensi appena vide il sangue) e il geologo Chiusura è tra l’altro autore di “Darwin geologo” nonché traduttore delle “Opere geologiche di Darwin” (ed. Hevelius).

La fortuna dell’evoluzionismo ha oscurato il geologo. Eppure è proprio con questo ruolo professionale che Darwin, a bordo del Brigantino “Beagle” comandato dal capitano FitzRoy, affrontò il suo giro del mondo, funestato da un ininterrotto mal di mare. E soprattutto come opera geologica Darwin scrisse il suo “Diario”. Nella nota introduttiva Chiesura lo ricorda con una citazione inequivocabile tratta dal “Taccuino” del 1838: “Io sono un geologo, ho una vaga idea di terra coperta da oceani, di animali del passato, di una lenta forza spezza la superficie”.

Nella ”Autobiografia” del 1876 aggiungerà: “In tutte le località visitate le ricerche di gran lunga più importanti furono quelle geologiche, materia in cui entra in gioco il ragionamento”. Lo confermano i numeri in cui Chiesura riassume il viaggio di 1741 giorni: alle isole Galapagos, dove i fringuelli gli suggerirono l’idea centrale dell’evoluzione, Darwin rimase solo 25 giorni; 770 sono le pagine del “Diario” contro le 1383 degli appunti di geologia e le 368 di botanica e zoologia. Quattromila furono i campioni di rocce riportati in patria. 

Con il concetto di evoluzione Darwin portò la Storia nella Biologia, fino ad allora cristallizzata dall’idea di una creazione istantanea e di specie immutabili. E’ curioso osservare – poiché questa rubrica è intitolata “Il Cielo” – che un altro Darwin fu astronomo e introdusse una visione in un certo senso evolutiva anche in astronomia. George Howard Darwin, quinto figlio di Charles e di Emma (1845-1912) è famoso per la sua teoria secondo cui la Luna si sarebbe generata dalla Terra in seguito a un distacco di materiale dalla regione oggi occupata dall’oceano Pacifico.

Il distacco, riteneva George Darwin, sarebbe stato causato dalla forza centrifuga dovuta alla rotazione del nostro pianeta, che era effettivamente molto più veloce di oggi in un lontano passato. Teoria sbagliata, ma interessante. Un altro contributo evoluzionistico di Darwin figlio fu lo studio delle maree e delle modifiche orbitali che esse comportano nel sistema Terra-Luna. E qui non sbagliava.