mercoledì 15 febbraio 2017

Dall’odio può nascere l’amore: Hater e le altre app di San Valentino

La Stampa
bruno ruffilli

Affari per miliardi di euro, milioni di iscritti: così Tinder e le tante applicazioni di dating online promettono di trovare la storia di tutta la vita o di una sola notte. Puntando sulle nicchie, sull’intelligenza artificiale, ma anche sull’intuito umano



Un apostrofo rosa fra le parole t’odio. Ma Cyrano de Bergerac non c’entra: a far nascere storie di una notte e relazioni lunghe una vita è l’algoritmo sviluppato da Hater, l’ultima app di dating appena arrivata sullo store digitali di Apple e a breve disponibile in quello di Google.

Come si intuisce dal nome, Hater non sceglie il partner ideale basandosi su quello che a due persone piace, ma su ciò che entrambe detestano. Non è detto che non funzioni, se si pensa a quanto è innocuo dichiarare interesse, passione, amore per qualcosa e quanto invece è più impegnativo l’odio: impone una presa di posizione, una scelta che esclude gli altri. «L’odio, a differenza dell’amore, circoscrive la propria identità», scriveva Aldo Busi. «Dimmi chi odi e ti dirò chi sei; dimmi chi ami e ne saprò quanto prima».

Così l’app propone una serie di domande, per le quali sono possibili quattro risposte: a destra mi piace, a sinistra no, in alto lo amo, in basso lo detesto. Il modello di interfaccia è Tinder, l’app regina della categoria, dove si sceglie un possibile partner con uno swipe, come in un mazzo di figurine. Hater è pensata per il mercato globale, ma evidentemente il grosso di chi la usa vive in America: il neopresidente Trump è in cima alla classifica dei più odiati, con il 78 per cento che lo detesta e un 6 per cento cui non piace.

I possibili oggetti di odio sono comunque parecchi: c’è LinkedIn (detestata dal 16 per cento di chi usa Hater), gli Yankees, il cibo senza glutine, la Volkswagen (in realtà molto benvoluta, il 70 per cento la ama); uno su cinque non sopporta Madonna, il 35 per cento fa fatica ad accettare il pizzetto negli uomini. Una volta acquisite le risposte, l’app sceglie poi tra i possibili partner, in primo luogo quelli più vicini, ma solo se tutti e due si piacciono (anche qui con uno swipe) la chat può avere inizio.
 
I numeri
Il giro d’affari del dating online, incluso l’indotto (fiori, ristoranti, regali, ecc), è di 6,7 miliardi di euro in Italia e quasi 26 miliardi in Europa. Lo dice uno studio commissionato da Meetic al Center for Economics and Business Research in sei Paesi europei: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda. Limitandosi solo ad app e siti dedicati, si tratta comunque di un mercato globale che supera 4,3 miliardi di euro nel 2016. Il colosso del settore è IAC (InterActiveCorp), cui fanno capo applicazioni come Match.com, OkCupid e Tinder. Badoo, invece, è attiva dal 2006, ha 300 milioni di utenti registrati in 190 Paesi, dei quali 60 milioni usano l’app almeno una volta al mese.

E in America esistono 54,3 milioni di persone single: il 90 per cento ha usato almeno una volta un’app di dating online, secondo lo Statistic Brain Research Institute. In Italia sono circa 9 milioni.  Hater è già tra le app più scaricate in America, ma la concorrenza è agguerritissima: Tinder, forte di oltre 100 milioni di download e con un milione e mezzo di abbonati alla versione premium a pagamento, adotterà per l’algoritmo softicate funzioni di intelligenza artificiale. E , ha appena annunciato una versione per Apple Tv dell’app, che così si trasforma in una specie di reality show da vedere in salotto.

Le nicchie
Intanto Facebook sta testando una funzione per proporre nuovi amici e partner, ma sempre usando un algoritmo. Il vantaggio del social network più diffuso del mondo è che a spulciare tra gli amici degli amici si trova sempre qualche sorpresa. Identificato l’obiettivo, passate in rassegna le foto e le informazioni personali, basta chiedere l’amicizia. Considerato il contatto in comune, sarà facile che la richiesta venga accettata; poi si comincia a chattare e il resto viene da sé (o magari no). In più, su Facebook è difficile mentire: foto, like e status sono un ritratto abbastanza fedele di chi c’è dall’altra parte dello schermo. E volendo, c’è Hinge, un’app di dating che si appoggia alla rete di Facebook, e propone i possibili partner proprio tra gli amici degli amici.

Sono sempre più numerose le app specializzate, che puntano a nicchie e categorie più o meno ampie. C’è Tastebuds, per quelli che non si perdono un disco o un concerto: propone una canzone abbinandola a un profilo, e così il like è insieme alla persona e alla musica che ascolta. E poi app per vegani, amanti dei libri, fan di Star Trek, appassionati della campagna, adoratori di vampiri, gay ed etero in tutte le declinazioni possibili.Tindog promette incontri tra proprietari di cani che possono trovarsi per affinità e vicinanza geografica: a cominciare dal parco sotto casa; BeLinked si propone di far incontrare l’anima gemella in base alle affinità lavorative su LinkedIn. In realtà, però, non è detto che una passione comune basti a far nascere una relazione, e men che meno a farla durare.

L’attimo fuggente è celebrato su Snapchat, dove l’età si abbassa e le foto diventano più esplicite, anche perché dopo qualche secondo testi e immagini scompaiono. Divertente, ma si conclude poco. Monkey, recentissimo, è una specie di Chatroulette che mette in contatto video con sconosciuti a caso da tutto il mondo. Happn è l’app per chi cerca una seconda chance: grazie alla geolocalizzazione immediata, mostra una timeline di persone incrociate per strada, e permette di ritrovare il momento in cui ci si è scambiato uno sguardo.

Ma l’idea forse più originale l’hanno avuta quelli di Once, che, dopo una prima selezione digitale, hanno reclutato uomini e donne veri (soprattutto donne) per suggerire il partner ideale. Ogni giorno, verso mezzogiorno, ognuno dei due utenti visualizza nello stesso momento il profilo dell’altro, poi può esprimere un like e avviare una chat, oppure ignorare il potenziale partner e attendere 24 ore per ricevere una nuova proposta.

E pare che funzioni