martedì 7 febbraio 2017

Colf brasiliana accusa italiani. Adesso rischiano l'estradizione

Luca Romano - Mar, 07/02/2017 - 09:50

Il tutto senza un processo e senza una condanna

Se l'Italia chiede al Brasile di estradare un terrorista come Cesare Battisti riceve un due di picche.

Se il Brasile chiede all'Italia l'estradizione semplicemente sulla base della denuncia di un proprio cittadino i giudici italiani rispondono sissignore. È l'incredibile vicenda raccontata dal Corriere della Sera e capitata a due coniugi che sono stati denunciati dall'ex colf brasiliana per presunte aggressioni fisiche anche a scopo sessuale, minacce e violenza psicologica.

Il punto è che senza un'ndagine e senza un processo la Cassazione ha dato il via libera all'estradizione di marito e moglie. La loro ultima speranza resta il ministro della Giustizia Andrea Orlando che, entro 45 giorni, potrebbe opporsi alla richiesta di estradizione brasiliana.

Il vulnus della vicenda è dovuto al fatto che il Trattato tra Italia e Brasile non prevede che l’autorità giudiziaria italiana valuti nel merito il concreto valore probatorio degli elementi a sostegno della domanda di estradizione, ma solo che verifichi che il Paese richiedente abbia indicato i motivi e le fonti di prova. In sostanza, se un cittadino brasiliano domani si svegliasse e accusasse un italiano a caso, quest'ultimo rischierebbe l'estradizione.


Coppia denunciata dalla cameriera.Orlando non concede l’estradizione

Corriere della sera

La donna aveva lavorato nella casa di marito e moglie e dopo essere rientrata in Brasile aveva segnalato maltrattamenti e violenze psicologiche

VERONA Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di negare il consenso alla richiesta di estradizione per una donna di origine brasiliana residente a Bosco Chiesanuova (Verona), divenuta anche italiana per aver sposato un veronese. La donna era accusata assieme al marito di aver maltrattato e sottoposto a violenze di vario tipo una giovane connazionale che aveva lavorato nella loro abitazione per circa un anno tra il 2009 e il 2010. Dopo aver lasciato la coppia, la ragazza era rientrata in patria e una volta lontano dall’Italia aveva deciso di denunciare i suoi ex datori di lavoro, tanto che a partire da quella denuncia è stato aperto anche un fascicolo dalla procura di Venezia per riduzione in schiavitù, le cui indagini sono già state concluse dal pm Fabrizio Celenza, pronto a chiedere il rinvio a giudizio dei due.

Al ministero della Giustizia era arrivata la richiesta di estradizione da parte del collega brasiliano, relativa solo alla donna, per la quale già a dicembre si è concluso l’iter giudiziario dell’estradizione, confermata sia dalla Corte d’appello che dalla Corte di Cassazione. La procedura relativa al marito è invece ancora in itinere, per cui per lui non è stata necessaria alcuna richiesta di stop al ministero. Orlando ha deciso di non concedere l’estradizione il 2 febbraio e il 6 ha trasmesso il decreto alla procura generale presso la Corte d’appello di Venezia. La storia, sollevata dal quotidiano L’Arena di Verona, era stata raccontata in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera da Luigi Ferrarella il 7 febbraio.

07 febbraio 2017