lunedì 30 gennaio 2017

Un tour nel ghetto ebraico di Roma tra tesori d’arte e cucina kosher

La Stampa
marta ghelma



Forse non tutti sanno che a Roma vive la Comunità Ebraica più antica del mondo occidentale. Per scoprirla, il mio consiglio è di seguire Micaela Pavoncello nei suoi interessantissimi Jewish Tour alla scoperta del Ghetto. 


L’itinerario inizia dal Tempio Maggiore, la principale sinagoga di Roma, dove si danno appuntamento i 16mila ebrei che attualmente vivono nella Capitale. La visita all’annesso Museo Ebraico racconta i secoli del Ghetto, dalla sua fondazione nel 1555 alla sua abolizione nel 1870, mostrando l’impressionante raccolta di argenti, tessuti, marmi, calchi, documenti e pergamene custodita nelle sei sale espositive. Passeggiando per questo minuscolo quartiere di appena quattro isolati (per la precisione, 250 x 200 passi!) è incredibile constatare come, a distanza di oltre duemila anni, il Ghetto riesca ancora a concentrare un piccolo, grande mondo ancora vivo di voci e personaggi.



Il tour continua con uno “stop and go” davanti alle vetrine dei Limentani, da sette generazioni “cocciari” di papi e capi di Stato, per poi concentrarsi sui luoghi della cucina kosher, cioè preparata secondo le regole alimentari dettate dalla Torah. Chi nutre una vera e propria passione per la buona tavola non rimarrà certo deluso dai piatti “forti” della cucina giudaico-romanesca, una delle più antiche della nostra Penisola. La povertà mista all’ingegnosità, infatti, ha dato vita nei secoli alle ricette che si possono gustare negli ottimi ristoranti del quartiere quali la Taverna del Ghetto, Da Nonna Betta e Sora Margherita, dove se non finisci quello che hai nel piatto devi vedertela con i camerieri.



Tra i nomi dei piatti da appuntarsi ci sono i classici carciofi alla giudìa, la concia di zucchine, il tortino di aliciotti con l’indivia, lo stracotto di manzo e il brodo di pesce. Quest’ultima specialità nacque durante il Medioevo, quando le donne del Ghetto iniziarono a bollire gli scarti del pesce accatastati attorno alla chiesa di Sant’Angelo in Pescheria. Proprio in quell’epoca, infatti, a pochi passi dal Teatro di Marcello, aveva luogo il mercato del pesce.



Prima di concludere il tour, l’ultima puntata è da Boccione, il minuscolo paradiso dei dolci kosher dove un esercito di signore indaffarate sforna e serve torte di visciole, pizze ebraiche, ginetti e amaretti di pasta di mandorle. Per saperne di più sulla storia del Ghetto e non solo, infine, in via del Tempio 2, c’è la libreria ebraica Kiryat Sefer. Buona scoperta.