sabato 7 gennaio 2017

“Sta trasportando parti di corpo umano?” Ecco le domande più curiose fatte ai turisti alle frontiere

La Stampa
noemi penna



«Avete parti di corpo umano nel bagaglio?». «Lei è della Cia?». «Cosa sta nascondendo dentro quei deodoranti?». Potrebbero sembrare domande assurde. Eppure sono state realmente fatte a dei turisti negli aeroporti e alle frontiere di tutto il mondo. Gli strani quesiti sono state postate su Quora, un forum dove gli utenti possono pubblicare domande e risposte su qualunque argomento. Il sito ha raggruppato le testimonianze più insolite presenti negli scambi di esperienze fra viaggiatori. E il risultato è assolutamente esilarante.



In giorni bui del terrore come quelli che stiamo vivendo, dove le psicosi sono dietro l'angolo ma anche la prudenza non è mai troppa, attraversare un confine internazionale può essere un'esperienza sfinente. O almeno è quello che rivelano gli iscritti di Quora, riportando le bizzarre domande fatte dagli agenti di frontiera. Un ciclista in Finlandia è stato scoraggiato ad andare in «Russia perché pericolosa». Un violinista professionista ha dovuto eseguire una canzone durante un controllo in autostrada per dimostrare di essere davvero un musicista. «Avete parti del corpo umano o vecchie bombe nel bagaglio?» è quello che invece si è sentita chiedere una coppia di turisti di ritorno dalle isole Soloman, dove pare essere comune prendere come souvenir teschi dai luoghi di sepoltura tradizionali o cimili bellici trovati sul fondale del mare.



Un sacerdote anglicano in missione in Europa orientale contro il traffico di bambini ha spiegato come il suo abito religioso ha sconcertato un agente dell'immigrazione all'aeroporto di Kiev, che non sembrava credere alla sua vocazione. Dopo aver più volte sfogliato il suo passaporto, l'agente gli ha intimato: «Mostrami le pistole!». E lui ha risposto: «Quali pistole. Sono un prete!», indicando il colletto. E non ancora contento, con enfasi gli è stato detto: «Cia? M16? Servizio di sicurezza della Moldavia?», scambiando la veste per un travestimento.



Durante un viaggio on the road fra gli Stati Uniti d'America e il Canada, due studenti sono stati fermati da un ufficiale preposto al controllo della vetture alla frontiera sorpreso per l'insolita quantità di deodoranti appesi allo specchietto retrovisore. «L'ufficiale sospettava nascondessimo della marijuana in macchina, forse proprio dentro i deodoranti a forma di alberello accumulati negli anni e mai tolti». I due hanno dovuto attendere per quasi quattro ore a -34 gradi prima che gli agenti li lasciassero andare. Un violista professionista stava attraversando la Serbia in pullman per raggiungere l'orchestra con cui suonava. Ma gli agenti hanno fermato il mezzo per mezz'ora per controllare per bene il suo strumento musicale. E non paghi «hanno detto che mi avrebbero lasciato andare solo dopo aver ottenuto una serenata. Solo in questo modo sarebbero stati sicuri della mia identità».



Un ciclista in Finlandia è stato invece scoraggiato da parte dell'agente di confine ad andare in Russia: «Sei sicuro di volerlo fare realmente? La Finlandia è molta bella... perché non resti qui e vai in bici da queste parti? La Russia è un posto brutto posto con tanta gente pericolosa». L'uomo, che ha girato 70 paesi in sella alla sua bici, ha scritto anche che l'agente lo ha quasi supplicato, per poi salutato dicendogli «Forse leggerò notizie su di lei» (nelle pagine di cronaca nera, ovviamente).