martedì 24 gennaio 2017

Scommettitori, bari e dopati: la nuove vite dei radiati dello sport

Corriere della sera

di Marco Bonarrigo e Carlos Passerini
Da Moggi a Schwazer ai ciclisti, ma anche l’insospettabile bridge ha i suoi radiati

Danilo Di Luca

Oggi 41enne, vincitore del Giro d’Italia 2007 e di tante classiche, è stato squalificato per doping nel 2009 (due anni, ridotti a 15 mesi per collaborazione con la giustizia) e poi a vita nel 2013

(Bettini)
(Bettini)
 

Luciano Moggi

Ottant’anni a luglio prossimo, l’ex d.g. della Juventus è stato coinvolto nel 2006 nello scandalo di Calciopoli. Radiato dalla Figc, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. Oggi è opinionista sportivo.

(Afp)
(Afp)

Alex Schwazer

Marciatore, 31 anni. Il 10 agosto scorso il Tas lo ha squalificato per 8 anni perché positivo al testosterone. Continua a professarsi innocente: a fine mese ci sarà il test del Dna sulle urine

(Ap)
(Ap)
 

Carlo Gervasoni

Ex stopper, 35 anni, è stato radiato per il caso calcioscommesse del 2011. Aveva giocato 187 partite in serie B. Oggi vende beni di lusso per una società torinese

(Ansa)
(Ansa)
 

Francesco Flachi

Francesco Flachi oggi ha 41 anni e dopo la squalifica per uso di cocaina a 12 anni ricevuta nel 2010 ha aperto una paninoteca a Firenze. Fa anche l’opinionista radiofonico

(Ap)
(Ap)
 

Michele Ferrari

Michele Ferrari, medico, 63 anni, allenatore tra gli altri di Armstrong, è stato radiato due volte: dalla Federciclismo nel 2002 e dall’Agenzia Americana Antidoping nel 2012


 

Paolo Bachini: «Io non posso allenare, i pedofili sì»

A marzo saranno undici anni. «Un pezzo di vita, eppure non è successo niente. No, non lavoro. Aspetto e basta. Cosa? Che mi perdonino». La prima volta che lo beccarono con la coca, novembre 2004, dopo un Brescia-Lazio, Jonathan Bachini aveva 29 anni. La seconda, un anno dopo, gli costò radiazione per recidiva. Oggi ne ha 41 e fai fatica a riconoscerlo. Ingrassato, pochi capelli, nemmeno l’ombra di quella barbetta rossastra che sfrecciava sulla fascia fra fine Novanta e inizio Duemila, i suoi anni gloriosi. Juve, Nazionale.

Lei chiede la grazia, ma perché dovrebbero concedergliela? «Sono stato un fesso, ho sbagliato e ho pagato, ma ho fatto male solo a me stesso. Ho chiesto la grazia alla Figc, ma mi hanno detto che devo parlare col Coni, che può farlo solo Malagò».

Cosa le fa pensare che succederà?
«Nulla, solo la speranza».

E cosa vorrebbe fare?
«Allenare i ragazzini. Oggi fanno allenare tutti, pure i pedofili. Non chiedo molto, solo poter insegnare calcio ai ragazzi, vorrei aiutarli a non diventare come me. Aiuto un amico con una squadretta Juniores qui a Livorno, ma solo agli allenamenti, non posso andare in panchina».

Chi le è rimasto vicino? «Nel calcio nessuno, mi trattano come un appestato. Sento solo Piovani, team manager del Brescia, un amico vero. E pensare che non ho mai venduto una partita, ho solo buttato nel cesso la mia vita»

(c.pass.).