lunedì 23 gennaio 2017

Papa Francesco: l’ergastolo non risolve i problemi

La Stampa

Il Pontefice scrive una lettera ai detenuti di Padova: se la dignità «viene definitivamente incarcerata non c'è più spazio, nella società, per ricominciare»



Un nuovo gesto del Pontefice argentino nei confronti dei detenuti. Papa Bergoglio ha ribadito più volte nella necessità di riflettere seriamente sulla condizione delle persone che hanno sbagliato nelle loro vite, e questa volta avverte che la dignità non può essere definitivamente incarcerata, nemmeno nei confronti di chi si trova dietro le sbarre. Papa Francesco ha scritto una lettera a detenuti del penitenziario Due Palazzi di Padova, in occasione del convegno organizzato da `Ristetti orizzonti´.

«Siete persone detenute -scrive il Papa nella missiva di cui riferisce Radio Vaticana- sempre il sostantivo deve prevalere sull'aggettivo, sempre la dignità umana deve precedere e illuminare le misure detentive». Francesco incoraggia alla riflessione, perché si realizzino «sentieri di umanità che possano attraversare le porte blindate» e affinché i cuori non siano mai «blindati alla speranza di un avvenire migliore per ciascuno».

Urge una conversione culturale, avverte il Pontefice, «dove non ci si rassegni a pensare che la pena possa scrivere la parola fine sulla vita; dove si respinga la via cieca di una ingiustizia punitiva e non ci si accontenti di una giustizia solo retributiva; dove ci si apra a una giustizia riconciliativa e a prospettive concrete di reinserimento; dove l'ergastolo non sia una soluzione ai problemi, ma un problema da risolvere».

Se la dignità «viene definitivamente incarcerata», è l'avvertimento di Francesco, «non c'è più spazio, nella società, per ricominciare e per credere nella forza rinnovatrice del perdono».