martedì 24 gennaio 2017

Napoli, festa per Totò: il "suo" rione Sanità vota su come rendergli omaggio

repubblica.it
di STELLA CERVASIO

A cinquant'anni dalla morte si decide su arredi e statue

Napoli, festa per Totò: il "suo" rione Sanità vota su come rendergli omaggio

Gli archetti dei violini vanno su e giù lenti per il “Deborah’s Theme” di Morricone e per un attimo la magia della musica fa nascere Max e Noodles di “C’era una volta in America” invece che a Boro Park, proprio nel rione Sanità. Attimi senza tempo nella chiesa di San Vincenzo, dove è stato presentato “Una porta di luce”, il progetto per i cinquant’anni dalla morte di Totò, e ha suonato brani evocativi la Nuova Orchestra Scarlatti junior diretta da Gaetano Russo.

Una statua sui generis, un più classico busto ma collocato in maniera innovativa, e arredi urbani per pensare anche al resto del quartiere. Ci lavora da tempo la Fondazione di comunità San Gennaro con il Dipartimento di Architettura della Federico II (Nicola Flora) e con la municipalità e il suo presidente, Ivo Poggiani. L’idea nacque nel ‘99, e ora è un po’ cambiata, ma si farà, rispettando il progetto originario di Giuseppe Desiato, l’artista che realizzò il primo prototipo dopo aver partecipato al concorso “Un segno urbano per Antonio de Curtis in arte Totò”.

 "Vota Antonio" al rione Sanità   foto   referendum per rendere omaggio a Totò

Non un monumento, ma una sagoma che lascerà vuota la figura dell’attore, consentendo ai passanti di entrarvi e uscirne, attraversandolo. «Sarà installata all’inizio di via Vergini - spiega il tecnico Francesco Romano - e sarà un portale alto 7 metri per 4, che sarà riempito di luci e diventerà l’ingresso al quartiere». A installarla sarà la Citelum, società francese che gestisce l’illuminazione urbana e dei monumenti per il Comune di Napoli.

Gli incontri in Comune e in soprintendenza sono già in corso per fare in tempo per il 15 aprile, giorno dell’anniversario. L’altra iniziativa è il busto di Totò donato da Roberto Leon ai napoletani. Sarà installata ad altezza d’uomo, per consentire ai passanti di lasciare biglietti e anche scritte. Mentre la sagoma riprodurrà una delle interpretazioni mimiche di Totò, il busto lo raffigurerà in “borghese”, lontano dal palcoscenico, come affacciato a una finestra proprio all’angolo del palazzo di via Santa Maria Antesaecula dove Totò nacque.

Nel cortile del convento del Monacone sono esposti prototipi e progetti dell’arredo urbano per le due piazze che saranno adottate dai commercianti della Sanità, realizzati e donati dall’azienda ReLegno su progetto degli studenti del Master Dbe del DiArc della Federico II. «È la risposta nostra e del quartiere a quanto sta accadendo», dice l’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo.

Tre urne ricevono i pareri dei cittadini su tre elementi importanti delle piazze da adottare: piazzetta San Severo a Capodimonte e Largo Vita. I napoletani vengono consultati per sapere se davanti alla statua di Totò vogliono una panchina, se preferiscono che il verde da piantare (donato da Euforbia srl) sia costituito da magnolie, lecci o platani e anche se vogliono che la scultura di Totò sia in cemento, legno o plastica.

«Quest’anno - ha detto Pasquale Calemme, presidente della fondazione San Gennaro, che è formata da commercianti, cooperative e associazioni civiche - lavoreremo sull’arredo urbano: vogliamo prenderci cura dei luoghi dove viviamo e riscoprire siti fortemente identitari come la Sanità lo è stata per Totò».


Da Alassio, l'odissea del busto di Totò

repubblica.it

Da Alassio, l'odissea del busto di Totò

 L'inaugurazione del busto di Totò ad Alassio

 “Siamo tutti grandi ammiratori del genio di Totò, ma non lo vogliamo qui”. È iniziata così l’odissea di un busto del “Principe della risata”, che tra il 2011 e il 2012 ha vagato tra Alassio a Cuneo, poi di nuovo ad Alassio. Tutto comincia nel 2009, quando l’amministrazione della città ligure, allora guidata da Marco Melgrati, decide di intitolare i giardini pubblici di piazza Stalla ad Antonio de Curtis. Con tanto di installazione di una scultura dell’artista Flavio Furlani e una cerimonia inaugurale a cui partecipa la stessa Liliana, figlia di Totò.

Una festa, insomma, salutata anche da un biglietto dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Dopo Charlie Chaplin - aveva detto Melgrati - Totò è stato il personaggio che più è apprezzato dalla popolazione di Alassio, tra cui molti partenopei che hanno contribuito a rendere la nostra città dinamica e viva”.  Applausi e ghirlande.

Passa un anno: cambio di giunta, cambio di scelte. Il nuovo sindaco leghista Roberto Avogadro, decide di rimuovere il busto e dedicare l’area a Luigi Morteo, benefattore della città. La mossa viene da lui attribuita allo “scarso valore artistico della scultura”. Nulla a che fare, quindi, insiste il primo cittadino, con l’arte di Totò “che tutti amiamo”. Molti concittadini e giornali non la vedono, però allo stesso modo e scrivono di un “inevitabile rigurgito leghista” dell’amministrazione comunale.

La polemica divampa per tutto il Paese. La statua viene così chiusa in un magazzino comunale. Si vocifera addirittura di metterla in vendita su Ebay. Molte città, tra cui Portici, si fanno avanti per averla: “Sarebbe un onore per noi - avanza Firenze - ospitare una scultura dedicata al Principe della risata”. Le acque si calmano quando il busto conteso viene provvisoriamente affidato a Cuneo. In pratica nella città in cui, parafrasando la sua celebre battuta in “Totò a Colori”, “Ho fatto tre anni di militare”. Poi, l’epilogo, un finale agrodolce: Totò torna trionfante ad Alassio. Il suo busto ora svetta sul lungomare, a piazza Toti. Con nuova cerimonia, inaugurazione e applausi.