venerdì 20 gennaio 2017

Le promesse che Trump deve mantenere nel suo primo giorno da presidente

La Stampa
nicolas lozito

Durante la campagna elettorale ha firmato un programma di 60 punti da affrontare in 100 giorni: dopo l’insediamento dovrebbe attuarne 18


Donald Trump si insedierà venerdì come 45° presidente degli Stati Uniti d’America

Venerdì 20 febbraio inizierà la presidenza Trump. Alle 18 ora italiana il vincitore delle elezioni di novembre giurerà e si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca come 45° presidente del Paese. Come promesso durante la campagna elettorale, già dal giorno successivo Donald Trump vuole guidare la sua amministrazione e avviare una lunga serie di azioni di governo. Lo scorso 22 ottobre, infatti, il candidato repubblicano aveva firmato e pubblicato un “Contratto con gli elettori” in cui aveva descritto punto per punto come avrebbe «reso l’America nuovamente grande» in 100 giorni. Diciotto dei 60 punti totali del piano sono azioni che Donald Trump ha promesso di eseguire il primo giorno: eliminare alcuni programma di Obama, avviare nuovi progetti, sospendere trattati e leggi.

Vi spieghiamo, con numeri e grafici, il piano di Trump



1. Bloccare l’immigrazione illegale
È stato il suo tema forte durante la campagna: il pugno di ferro per fermare l’arrivo di stranieri nel Paese e per espellere gli immigrati illegali: nel mirino di Trump, in particolare, i messicani e la minoranza musulmana.

I punti:
– Imporre un “controllo estremamente accurato” a tutte le persone che arrivano negli Stati Uniti
– Sospendere l’ingresso ai cittadini che arrivano da Stati da cui provengono terroristi e dove i controlli sono più difficili

– Cancellare il visto agli Stati che non riaccettano gli immigrati espulsi dagli Stati Uniti
– Iniziare a espellere i più di due milioni di immigrati che vivono illegalmente nel Paese



2. Neutralizzare Obama e alleggerire il governo
Molte delle iniziative promesse da Trump portano all’eliminazione dei programmi voluti da Obama. Inoltre Trump vuole snellire il governo federale e rendere più chiaro e flessibile il sistema politico.

I punti:
– Iniziare la selezione del nuovo giudice della Corte suprema che prenda il posto di Antonin Scalia, morto nel 2016

– Cancellare ogni azione esecutiva, memorandum e ordine firmati da Obama
– Proibire ai lobbisti stranieri di finanziare le campagne elettorali americane 
– Imporre 5 anni di divieto ai politici a diventare lobbisti dopo il termine del mandato politico
– Imporre un blocco delle assunzioni in tutti i settori federali, a eccezione dell’Esercito, la sicurezza pubblica e la sanità

– Richiedere che a ogni nuova regolamentazione creata, due vengano eliminate
– Proporre un emendamento costituzionale che imponga un limite di mandati a tutti i membri del Congresso.

3. Produrre più carboni fossili perché «il cambiamento climatico non esiste»
Trump ha più volte promesso che con la sua presidenza aumenteranno i posti di lavoro e molti settori, in particolare quelli del carbone e dell’acciaio, riprenderanno a crescere dopo anni di produzioni limitate o interrotte a favore delle energie rinnovabili.

I punti:
– Interrompere il finanziamento americano dei piani Onu contro il cambiamento climatico, e usare i fondi per riparare e migliorare le infrastrutture idriche americane.  
– Permettere l’avanzamento dei progetti legati alle infrastrutture energetiche, come l’oleodotto Keystone bloccato da Obama. 
– Togliere le restrizioni sulla produzione di energia tramite estrazione di petrolio, shale gas, gas naturale e carbone.



4. Rivedere gli accordi internazionali di scambio, in particolare il rapporto con la Cina
 Il nuovo protezionismo di Trump punterà a incentivare la produzione americana e diminuire i rapporti commerciali con i paesi stranieri. La Cina sarà la nemica principale dell’America, «concorrente sleale con cui fare meno affari».
 
I punti:
– Chiedere al segretario del Commercio di usare tutti gli strumenti in suo possesso a livello nazionale e internazionale per mettere fine agli abusi stranieri negli scambi commerciali.

– Chiedere al segretario del Tesoro di classificare la Cina come un paese manipolatore di valuta
– Cancellare il Trans-Pacific Partnership, l’accordo commerciale con i paesi asiatici 
– Rinegoziare o cancellare l’accordo commerciale tra Canada, Messico e USA (il Nafta).