giovedì 26 gennaio 2017

L’Azzeccacongedi

La Stampa
mattia feltri

«Professore, che è venuto a fare a scuola?», scriveva un paio di settimane fa la preside di un istituto di Padova. Il professore era assente da inizio dell’anno scolastico per assistere un parente malato, a norma di legge, e il 23 dicembre aveva ripreso la cattedra, a norma di legge, provocando il licenziamento della supplente «giovane ed entusiasta». Dal 9 gennaio, fine delle vacanze natalizie, il professore è tornato in congedo: è costretto ad assistere ancora il parente malato, a norma di legge.

Alla scuola tocca prendere un nuovo supplente che, a norma di legge, non potrà essere la «giovane ed entusiasta». Ora il professore si è rifatto vivo per sistemare la questione, e con un colpo di genio da principe del foro. Chiede a norma di legge una cattedra in Campania che gli spetterebbe perché, oltre ad avere un parente malato da assistere, lui fa il commercialista a Telese (Benevento). Tutto a norma di legge: qualsiasi professore può fare un secondo lavoro se non compromette i doveri di insegnante. Però, se faccio il commercialista a Telese, dice il professore, non posso assolvere ai doveri di insegnante a Padova, come invece si impone a norma di legge.

Chissà, forse sarebbe ancora più a norma di legge fare il commercialista a Padova, sempre che il prof non si senta un deportato; ma chi siamo noi per avventurarci nella legislazione di questo Paese, così esorbitante, di modo che ognuno abbia l’appiglio per dichiararsi onesto, e vittima? E lo sa bene il professore, che quando non è in congedo insegna Diritto.