lunedì 23 gennaio 2017

Il robot giornalista ha scritto un articolo in un secondo. E un quotidiano lo ha pubblicato

repubblica.it
Valerio Mariani


Concorrenza in arrivo... Westend61-RF / AGF

Il quotidiano di Guangzhou (Cina) Southern Metropolis Daily ha pubblicato la sua prima storia scritta da un robot. Si tratta di un articolo di circa 300 caratteri sul Chunyun, l’esodo annuale di cinesi che tornano a casa per lo Spring Festival – la più grande migrazione annuale del mondo, quest’anno previsto tra il 27 gennaio e il 2 febbraio. Xiao Nan, il robot programmato dal team universitario guidato da Wan Xiaojun, professore alla Peking University, ci ha messo un secondo, uno, per chiudere il pezzo. Ciò che differenzia questo esperimento da quelli effettuati finora è la tipologia di articolo. Finora, infatti, la stesura automatica riguardava articoli semplici e ripetitivi, come per esempio le news sugli andamenti di Borsa.

I responsabili della ricerca hanno dichiarato che il robot è in grado di scrivere news ma anche report più lunghi e complessi, grazie alle ottime capacità di data analysis. Già nel 2015, TenCent, proprietario della piattaforma di chat WeChat diffusissima in Cina, aveva pubblicato su qq.com un articolo di economia di 916 ideogrammi. Nel 2014, invece, l’algoritmo Quakebot, sviluppato da un reporter del Los Angeles Times, scrisse una storia su un terremoto e, nello stesso anno, l’Associated Press annunciò di studiare l’automazione di storie sui dati trimestrali delle aziende.

È evidente, e rassicurante, quanto ha affermato il professore Xiaojun che sostiene che a un robot mai si potrà chiedere di fare interviste, di modificare le domande in base alle risposte dell’intervistato, e di scegliere dei tagli originali per gli articoli. Grazie alle loro capacità di elaborazione, infatti, i robot possono tornare utili per l’analisi dei dati o per le ricerche in archivio – e sono già utilizzati in questo modo in diverse redazioni nel mondo, ma da loro non ci si può aspettare la sensibilità di un essere umano.

Per ora, almeno…