martedì 24 gennaio 2017

Ecco perché un iPad da 10,5” può avere senso

La Stampa
andrea nepori

Il nuovo modello di tablet Apple di dimensione intermedia è giustificato da un semplice calcolo geometrico: le dimensioni corrisponderebbero a due iPad mini affiancati in verticale



Nel corso di quest’anno Apple rinnoverà l’offerta iPad riorganizzando modelli e dimensioni. La vera novità, secondo le indiscrezioni più accreditate, potrebbe essere un nuovo modello con schermo da 10.5”. Ma perché proprio questa dimensione? Una domanda a cui si può rispondere con un po’ di semplice geometria, come spiega il designer Dan Provost in un articolo pubblicato su Medium

Quando Apple ha presentato il primo iPad Pro da 12,9”, la scelta della dimensione fu semplice: il lato corto del dispositivo più recente corrisponde al lato lungo dell’iPad da 9,7”. In questo modo sullo schermo dell’iPad Pro possono stare, affiancate, due schermate dell’iPad “normale” ruotato in modalità verticale.

Per motivare la dimensione di un nuovo iPad da 10,5” Apple può addurre lo stesso ragionamento, ma sostituendo l’iPad mini all’iPad da 9.7”. Il display di un nuovo tablet “medio”, a metà fra il Pro e gli ultimi modelli Air, sarebbe grande come due schermi dell’iPad mini orientati in modalità ritratto e affiancati.

Il nuovo dispositivo potrebbe avere la risoluzione dell’iPad Pro più grande, ma una densità di pixel maggiore. Il fattore di forma potrebbe rimanere lo stesso dell’iPad Air, se Apple ridurrà i bordi lasciando più spazio allo schermo. A questo punto un simile prodotto potrebbe sostituire del tutto il modello da 9,7”, perché ne erediterebbe il ruolo di tablet intermedio, fra il più spazioso pro e il più portatile modello mini.

Secondo le indiscrezioni più accreditate il nuovo modello di tablet potrebbe montare un display OLED e il nuovo chipset A10X. Il mese di lancio previsto è marzo, ma le difficoltà riscontrate a fine 2016 dai fornitori di Apple nella produzione del nuovo processore potrebbero far ritardare di qualche mese la presentazione, oppure limitare fortemente la disponibilità dei dispositivi nelle prime settimane dopo il lancio.