giovedì 19 gennaio 2017

Dietrofront di Assange, un legale: “Non si consegna agli Usa”

La Stampa



La decisione del presidente Usa Barack Obama di ridurre la pena per Chelsea Manning, la `talpa´ di Wikileaks che verrà scarcerata il 17 maggio, non è sufficiente perché Julian Assange si consegni alle autorità Usa come promesso. A The Hill, uno dei legali di Assange, Barry Pollack, ha detto che Assange accoglie positivamente la decisione di Obama «ma è meno di quanto volesse: aveva chiesto la grazia e la scarcerazione immediata».

In giornata Julian Assange si era detto pronto a farsi estradare negli Stati Uniti come riportato da alcuni media americani e britannici citando un legale del fondatore di Wikileaks. Poi in serata il dietrofront. Assange dal giugno del 2012 è rifugiato presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra per evitare l’estradizione in Svezia, dove è indagato con l’accusa di stupro e abusi sessuali.