sabato 7 gennaio 2017

Ci sono sempre più muri di confine nel mondo?

La Stampa
 nicolas lozito, laura aguzzi

Le barriere contro i migranti spiegate in cinque punti e cinque grafici


Grafiche di Nicolas Lozito, ricerca dati Laura Aguzzi

Oggi nel mondo ci sono più di 70 muri di confine, dalla barriera ungherese contro i migranti, al filo spinato indiano, alla linea di confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. Mai così tanti: la crescita del numero dei muri di confine è un fenomeno recente. Negli ultimi trent’anni il numero è quadruplicato, e negli ultimi cinque è cresciuto esponenzialmente. 

Oggi, infatti, le barriere lungo i confini sono utilizzate per contenere le ondate migratorie e come strumento politico per assecondare le paure del Paese. Costruire un muro e sorvegliare l’area con agenti di polizia o militari è una strategia deterrente: se chi vuole passare il confine illegalmente si trova un muro insormontabile davanti, allora dovrebbe rinunciare. 

I dati però dimostrano il contrario: tra 2015 e 2016 sono morte più di 10.000 persone provando a passare un confine. Indirettamente, poi, le barriere costringono i migranti a rotte più difficili e pericolose. Su tutte, il Mediterraneo: mai come nel 2016 sono morte così tante persone a largo delle nostre coste. Con questi cinque grafici facciamo chiarezza sul fenomeno, la sua portata e le sue conseguenze.



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Dati: IOM, France Culture, Atlante Treccani, WB, Elisabeth Vallet
Foto: AP
Raccolta dati: Laura Aguzzi 

1. Mai così tanti
Provate a fare questa domanda ai vostri amici e colleghi: “Ci sono più barriere oggi o durante la Seconda guerra mondiale?”. Molti risponderanno “durante la seconda guerra mondiale”. La realtà è completamente diversa: dal 1945 il numero è sempre salito e dopo la caduta del Muro di Berlino è cresciuto ancora più velocemente. Durante la Guerra Fredda un muro era simbolo di conflitto, di zona militare, stigmatizzato dai paesi democratici. Dagli anni ’90 è tornato un simbolo di sicurezza e protezione, desiderato dai cittadini spaventati dalle minacce esterne e sfruttato dai politici. 

2. Sono un fenomeno mondiale
Americhe, Asia, Oceania e Africa e, negli ultimi anni, anche in Europa. In ogni continente troviamo dei muri. Sono ancora di più se aggiungiamo anche quelli progettati, pianificati o ancora in costruzione. Alcuni sono eredità del Novecento, ma la maggior parte è di recente costruzione. 

3. Sono cambiati nel tempo
Le mura di Troia dovevano a difendere la città dalle invasioni militari, i muri del ‘900 servivano a definire e militarizzare un confine instabile, oggi le barriere provano a fermare i migranti. Nel corso dei secoli la funzione dei muri è cambiata molto, così come la loro lunghezza: da pochi chilometri di pietre a fortificazioni lunghissime se paragonate ai nostri spostamenti. Il muro annunciato da Trump durante la campagna elettorale, lungo tutto il confine con il Messico, coprirebbe gli stessi chilometri di un viaggio Roma-Mosca.

4. Per capirli bisogna vederli
Ne sentiamo spesso parlare, ma sappiamo come sono fatti? Ogni muro è diverso nei materiali e nell’altezza, ma il principio è lo stesso: una barriera, spesso militarizzata e sorvegliata da torrette e telecamere, che divide due mondi totalmente differenti e nega qualsiasi possibilità di sviluppo transfrontaliero.

5. In Europa c’è una barriera in più, il Mediterraneo
La crisi dei migranti in Europa ha fatto sì che molti paesi erigessero muri difficili da scavalcare. In molti hanno provato un’altra via: il Mediterraneo, che negli ultimi anni registra valori mai toccati di viaggi, sbarchi e, purtroppo, morti. Nel 2016, secondo i dati appena aggiornati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono morte provando a superare il nostro mare in media 14 persone al giorno.
 
Sono passati 28 anni dalla caduta del muro di Berlino e sembrava l’alba di un mondo aperto: allora erano 15 le barriere costruite dall’uomo per dividere gli uomini, oggi sono 70. Globalizzazione e guerre hanno messo in movimento milioni di esseri umani, cambiato i termini della convivenza collettiva e diffuso insicurezza. La politica ha reagito costruendo e promettendo muri, reali e psicologici. I valori cosmopoliti vanno difesi senza ipocrisie o il mondo libero si richiuderà dietro il filo spinato prima ancora di essersi completamente aperto