venerdì 2 dicembre 2016

Tribunale del No

La Stampa
massimo gramellini

Mentre Romano Prodi diceva Sì al referendum, a pochi chilometri di distanza il presidente del Tribunale di Bologna esprimeva sulla sua pagina Facebook le ragioni del No con uno stile equilibrato che aveva nella sobrietà il suo punto di forza. Chi vota Sì, ha sentenziato il dottor Francesco Caruso, assomiglia ai repubblichini di Salò che scelsero male in buona fede.

L’uomo di Legge argomenta che, a causa di «una mutazione antropologica che li fa ora altri da noi», questi elettori disgraziati e fascisti inconsapevoli reggono la coda al clientelismo scientifico, al voto di scambio, alla corruzione e al trasformismo: tutti peccatucci nazionali da cui lo schieramento del No sarebbe miracolosamente immune.

E mica è finita. Secondo il giudice illuminato, che immaginiamo con il lutto al braccio per la morte del democratico Fidel, la vittoria del Sì costituzionalizza la mafia e introduce uno Stato di polizia in cui la maggioranza imporrà le leggi alla minoranza, schierando le forze dell’ordine nelle piazze. Fu così che il povero cristo che si stava ancora chiedendo se votare o meno per il bicameralismo imperfetto e la soppressione del Cnel si ritrova trasformato dalla prosa del primo magistrato di Bologna in un sostenitore di Mussolini, Erdogan e Totò Riina.

Niente da dire. Se questa toga della Repubblica scrive le sentenze con la stessa logica ferrea e la stessa mancanza di pregiudizi con cui esprime il proprio pensiero politico, non resta che rivolgere i migliori auguri ai cittadini che avranno la ventura di capitare nelle sue grinfie in un’aula di tribunale.

Ragioni

La Stampa

jena
Prodi è un genio: spiega le ragioni del suo Sì dando ragione al No.

Tutto quello che sappiamo finora sull’iPhone 8

La Stampa
andrea nepori

A quasi un anno dalla data prevista per il lancio si parla già con insistenza del nuovo modello con cui Apple festeggerà il decimo anniversario del suo smartphone



Nel 2017 Apple lancerà ben tre nuovi iPhone. Il modello del decennale sarà una rivoluzione, sia nel design sia nelle prestazioni. A fargli compagnia saranno probabilmente due iPhone 7s, eredi diretti degli attuali modelli, che forse costeranno meno per ampliare il target di potenziali clienti. Le indiscrezioni si rincorrono e si accavallano già ora, a quasi un anno dalla data prevista per il lancio dei nuovi dispositivi: proviamo a fare un po’ di chiarezza.

SCHERMO OLED
Quello che viene chiamato iPhone 8 - ma sul nome non v’è certezza - sarà il vero “nuovo iPhone” del 2017, con cui Apple si prepara a festeggiare il decimo anniversario dal lancio del primo modello. Tutte le fonti sono concordi nel suggerire un radicale cambiamento nel design, che si tradurrà soprattutto nell’ampio uso del vetro e in uno schermo che si estenderà fino ai bordi della scocca. Il display sarà un OLED curvo, ma secondo Ming-Chi Kuo, analista sempre ben informato sui piani futuri di Apple, non c’è da aspettarsi una curvatura superiore a quella dei display 2.5D di alcuni terminali Android.

Pare ci sia già un primo accordo con Samsung per la produzione dei componenti necessari e si vocifera anche di trattative in corso con altri fornitori. Sotto la superficie dello schermo troveranno spazio il sensore di impronte digitali (il tasto Home non sarà presente), il sensore di prossimità e l’altoparlante telefonico. Se il display occuperà tutta la parte frontale del dispositivo, il retro sarà invece realizzato interamente in vetro. L’alluminio dei modelli attuali rimarrà solo sulle versioni più economiche, mentre sull’iPhone del decennale sarà sostituito da una struttura in acciaio.

PROCESSORE, SENSORI, FOTOCAMERE
Il processore del prossimo iPhone sarà, con ogni probabilità, un A11 con tecnologia a 10 nanometri, sviluppato dai partner taiwanesi di TSMC: offrirà un aumento sensibile delle prestazioni e sarà più efficiente in termini di consumo energetico. Integrerà soprattutto nuove funzioni biometriche: l’ipotesi più gettonata è l’introduzione di una funzione di lettura facciale o dell’iride, da usare come misura di sicurezza per sbloccare il dispositivo. Ancora impossibile, invece, prevedere in maniera attendibile le dimensioni del dispositivo, che varieranno in funzione della tipologia di schermo scelta da Apple.

Si parla di un display da 5,1 o 5,2 pollici, ma le indiscrezioni a riguardo sono talmente contrastanti che non ha molto senso dare peso ad una campana o all’altra, tanto più che in questo momento il dispositivo è ancora in fase di sviluppo. Un aspetto su cui varie fonti sembrano invece trovarsi d’accordo è la possibilità che entrambe le fotocamere del prossimo smartphone Apple siano dotate di una stabilizzazione ottica, caratteristica che sull’iPhone 7 è limitata all’obbiettivo grandangolare.

RICARICA WIRELESS
La scocca in vetro del nuovo iPhone 8 sarà funzionale alla presenza della ricarica senza fili. Apple sta provando a introdurre non tanto un sistema ad induzione, come se ne sono già visti su altri dispositivi, quanto una vera e propria soluzione di ricarica a distanza. In altre parole per alimentare il dispositivo basterà spostarlo in prossimità della base collegata alla presa di corrente, senza necessità di contatto. La tecnologia è ancora in fase di sviluppo e non è detto che Apple riesca a renderla sufficientemente scalabile, ma il Nikkei sostiene che i primi moduli per la ricarica wireless sono già in fase di test presso la Foxconn, la multinazionale cinese che assembla gli iPhone per conto di Apple. A fine settembre, inoltre, erano emerse altre indiscrezioni su una possibile collaborazione fra Apple e Energous, promettente startup che sviluppa un sistema di ricarica wireless chiamato WattUp.

TRE IPHONE PER IL 2017
Sempre secondo le indiscrezioni del Nikkei l’iPhone del decennale verrà posizionato come un nuovo modello premium, al pari dell’attuale versione Plus del dispositivo o addirittura ad un livello ancora superiore. L’ipotesi più accreditata al momento è questa: iPhone 8 per la fascia alta, due iterazioni degli attuali modelli (indicati come iPhone 7s e iPhone 7s Plus) a coprire le fasce sottostanti. Non è ben chiaro - e probabilmente Apple non lo ha ancora deciso - se l’iPhone del decennale costerà di più del 7 Plus, oppure se saranno gli iPhone 7s a scendere di prezzo per ampliare il potenziale commerciale dell’offerta 2017.

Sulla base di questa scelta potrebbero variare anche le caratteristiche dei due modelli “evolutivi”. Anche in questo caso, infatti, le fonti non sono concordi nell’indicare ad esempio il materiale della scocca, che potrebbe essere ancora l’alluminio (come per le versioni correnti) oppure il vetro, come per l’iPhone 8. Due elementi che contribuiranno a loro volta a determinare il prezzo finale dei prodotti. Per fare chiarezza su questo e altri aspetti dovremo aspettare i prossimi mesi, quando arriveranno come sempre ulteriori indiscrezioni dall’Asia in vista dell’avvio della produzione dei nuovi dispositivi.

Android, maxi-attacco hacker: violati un milione di account Google

Il Mattino

Immagine Violati un milione
di account Google

Un nuovo attacco informatico ha preso di mira gli utenti di dispositivi Android e ha compromesso finora la sicurezza di oltre un milione di account di diversi servizi Google. La nuova ed estesa campagna di malware - nota col nome di «Gooligan» - è stata individuata dalla società di sicurezza Check Point che afferma di essere al lavoro con Google per individuarne la fonte. Si tratta, spiegano i ricercatori, di una campagna «allarmante» che sta ancora crescendo al ritmo di 13 mila dispositivi infettati ogni giorno.

L'obiettivo dell'attacco non sarebbe tanto quello di rubare dati ma di installare del software dannoso sui dispositivi che porta a scaricare applicazioni che sono parte di uno schema pubblicitario fraudolento. Un meccanismo, riporta il sito di Forbes, che frutta ai criminali 320 mila dollari al mese. Gooligan, spiega Check Point sul suo blog, riguarda principalmente Android 4 (Jelly Bean, KitKat) e 5 (Lollipop).

Sono versioni del sistema operativo «mobile» di Google che rappresentano oltre il 74% dei dispositivi Android sul mercato oggi. Il grosso, circa il 57%, appartiene a utenti in Asia, mentre solo il 9% a utenti europei. L'episodio è solo uno degli ultimi grossi attacchi informatici degli ultimi mesi. A settembre Yahoo! ha subito quello che viene indicato come il maggior cyber-attacco della storia, con la violazione di oltre mezzo miliardo di account.

«Abbiamo adottato varie misure per difendere i nostri utenti e per migliorare la sicurezza dell'ecosistema Android», afferma Adrian Ludwig, Director Android Security, in una nota «Apprezziamo la collaborazione con Check Point e abbiamo lavorato insieme per comprendere le problematiche e intervenire su di esse». «Nell'ambito dei nostri continui sforzi per proteggere gli utenti dai malware della famiglia Ghost Push - prosegue -, abbiamo adottato varie misure per difendere i nostri utenti e per migliorare la sicurezza dell'ecosistema Android.

Tra queste: revocare i token degli account Google degli utenti colpiti, inviare loro notifiche con chiare istruzioni su come accedere nuovamente in maniera sicura, disabilitare le app legate a questo malware dai dispositivi colpiti, rendere disponibili miglioramenti attraverso Verify Apps e SafetyNet per proteggere gli utenti in futuro e collaborare con gli Internet Service Provider per eliminare questo malware insieme».

Giovedì 1 Dicembre 2016, 10:56 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2016 14:46

A 80 anni vende legna a bordo strada per pagare le cure della moglie malata

Il Mattino



La storia di Kenneth Smith, pensionato 80enne del Mississippi, sta facendo il giro del web dopo che l'utente Jessica Pittman ha pubblicato alcune sue foto su Facebook. L'uomo è costretto a vendere legna da “ambulante” dopo essersi indebitato per pagare le cure della moglie, morta di cancro un anno fa. Non solo il dolore nell'aver perso la compagna della vita, ma anche i problemi dovuti alle spese mediche sostenute. Così è stata lanciata una campagna per raccogliere fondi attraverso il sito GoFundMe.

Nella prima foto pubblicata l'uomo aspetta lungo una trafficata autostrada del Mississippi. “Se qualcuno di voi ha bisogno di legna da ardere – si legge nel post di Jessica – venga a comprarla da quest’anziano signore di ottanta anni: se lo merita”. “Il mio cuore va in frantumi ogni volta che gli passo davanti – aggiunge la donna – . Saluta tutte le macchine che passano. E’ un uomo prezioso”.

Il post è diventato virale e il figlio di Kenneth, Leslie Smith, ha aperto una pagina su GoFundMe per aiutarlo. E la campagna ha già superato l’obiettivo di 60.000 dollari grazie alle donazioni effettuate da 2.000 persone. “E’ sempre stato un gran lavoratore – ha raccontato Leslie al Sun – . Sua moglie – la mia matrigna – ha lottato contro il cancro per diversi anni. Si è messo a vendere legna perché non riusciva più arrivare alla fine del mese. Con una pensione sociale minima è difficile andare avanti. Due anni fa la moglie se ne è andata e il suo reddito si è dimezzato. Hanno speso i risparmi di una vita per la battaglia contro il cancro”.

Svezia, trasloco da record: un camion speciale Scania sposta un intero paese

La Stampa
mattia eccheli (nexta)

Malmberget è nata intorno a una miniera di ferro. Ora, per sfruttare ulteriormente il filone, deve spostarsi

Centoquarantaquattro ruote per un intero paese. Le ruote sono quelle di un rimorchio da 600 tonnellate di portata, ovvero 36 per ciascuno dei 18 assi, trascinato da un trattore Scania appositamente allestito. L’abitato è quello di Malmberget , uno storico centro minerario della Lapponia svedese, 5.600 abitanti, 700 chilometri a sud di Capo Nord e oltre mille a nord est della capitale Stoccolma. Il colosso estrattivo pubblico LKAB ha ottenuto l’autorizzazione per estendere lo sfruttamento del filone ferroso che si trova nei pressi dell’abitato il cui destino è legato a filo doppio a quello della miniera, ma ha dovuto impegnarsi nel tutelare almeno gli edifici più importanti.




Con la collaborazione della Mammoet, società dei paesi bassi specializzata nei trasporti particolarmente eccezionali, e dell’impresa di costruzioni NYAB, ha organizzato un piano per il “trasloco” di 30 edifici, fra i quali uno del peso di 230 tonnellate, nel vicino paese di Koskullskulle. La grandiosa operazione, cominciata lo scorso ottobre con lo spostamento dei primi 14 prefabbricati e destinata a terminare nel 2017, è stata avallata dalle autorità del comune di Gällivare (cui Malmberget fa capo), che ha preteso il “salvataggio” almeno delle costruzioni principali e storiche, alcune vecchie di oltre un secolo.



Scania ha “schierato” diversi autocarri, fra i quali una motrice Serie R alimentata da un motore V8 da 620 cavalli equipaggiata con un cambio automatico Allison e allestita per il delicatissimo trasloco. Le strutture sono state sollevate dalle loro fondamenta e caricate sul rimorchio, prestando un’attenzione maniacale al bilanciamento ed al fissaggio dell’insolito carico. L’autotreno in formato maxi dispone di un secondo autocarro (al posteriore) per supportare sia le fasi di spinta sia quelle di frenata. Inoltre, un generatore piazzato sul retro dell’autocarro Scania alimenta il sistema idraulico e sterzante del rimorchio da 63 tonnellate di peso. Dall’estremità anteriore del rimorchio, un tecnico gestisce i due sistemi durante il trasporto. Quando il trasloco sarà completato, l’abitato di Malmberget sparirà dalle carte geografiche.

Internet Archive copia il suo database in Canada per timore di Trump

La Stampa
enrico forzinetti

La biblioteca digitale che rende accessibili gratuitamente libri, foto, immagini di pagine web e video di programmi televisivi vuole mettere al sicuro il suo archivio, temendo una futura stretta sul web



L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha aperto un periodo di grandi dubbi sul futuro degli Stati Uniti. Non soltanto per le questioni economiche o nelle relazioni internazionali, ma anche per il suo atteggiamento nei confronti della Rete. Al momento è ancora difficile capire come si comporterà il neo-presidente in tema di sorveglianza online e crittografia, ma in ogni caso c’è chi ha già messo le mani avanti.

Internet Archive ha annunciato di voler realizzare una copia del suo enorme database, finora localizzato a San Francisco, in Canada. Lo stesso paese che alla notizia della vittoria di Trump aveva subìto un assalto al sito che si occupa di immigrazione da parte di chi era intenzionato a lasciare gli Stati Uniti. In questo caso il rifugio in Canada è dovuto a possibili future restrizioni imposte al web. “Dobbiamo mantenere il nostro materiale al sicuro e accessibile a tutti” ha scritto in un post Brewster Kahle, fondatore nel 1996 di Internet Archive.

Un’enorme biblioteca digitale gratuita
Internet Archive può essere considerato come una vastissima biblioteca online accessibile a chiunque gratuitamente per consultare e scaricare il materiale raccolto. Non soltanto libri, video e fotografie di vario genere, ma anche miliardi di pagine web del passato salvate nella sezione Wayback Machine. Un lavoro in continuo aggiornamento dato che ogni settimana la raccolta viene integrata con milioni di nuove pagine.

Ma non è finita qui. La biblioteca no-profit offre anche una collezione di vecchi software e videogiochi che potrebbero essere riportati in vita sui moderni dispositivi. La sezione più recente si chiama Political TV Ad Archive ed è stata lanciata meno di un anno fa per raccogliere gli spot televisivi utilizzati dai candidati durante la recente campagna elettorale negli Stati Uniti. Uno strumento utile anche per i giornalisti che vogliono cimentarsi in lavori di fact-checking e che si aggiunge alla sezione Tv News Archive, dove dal 2012 sono collezionati i video dei programmi televisivi di informazione trasmessi dai media americani.

Una mole di dati che costa
Internet Archive ha raggiunto qualcosa come 15 petabyte di dati raccolti. Una massa di informazioni che per essere copiata e successivamente mantenuta in Canada ha un costo enorme: si parla di milioni di dollari. Per questo Kahle ha chiesto uno sforzo economico a tutte quelle persone che già in passato hanno sostenuto l’iniziativa e a tutti coloro che vogliono impegnarsi ora a salvaguardare questa fonte di sapere.

“La storia delle biblioteche è legata alla loro scomparsa. Quella di Alessandria d’Egitto è famosa proprio perché è sparita” ha ammesso Kahle nel suo post. Ma per andare contro quello che Kahle dipinge come il destino delle biblioteche, Internet Archive ha un’arma in più: provare a fare una copia di sé in un paese vicino.

Il Big Mac è orfano, morto l’italoamericano che lo inventò

La Stampa

Creò nel 1967 il celebre panino a tre strati di McDonald’s. Si chiamava Delligatti e aveva 98 anni. Era proprietario di 48 punti di ristoro negli States



Michael «Jim» Delligatti è ignoto ai più ma tutti o quasi almeno una volta nella vita hanno divorato la sua creatura: il Big Mac, panino icona di McDonald’s. Delligatti, italo-americano, è morto lunedì a 98 anni nella sua casa di Pittsburgh circondato dalla famiglia ma la notizia è stata data solo oggi Delligatti fu l’autore dell’assemblaggio del doppio hamburger tra tre fette di pane con lattuga, formaggio, cipolle e cetriolini, il tutto irrorato con una salsa speciale, un inno al junk food, gustoso quanto, in caso di abuso, rischioso per il colesterolo.

Tutto è iniziato nel suo McDonald’s nella Pennsylvania occidentale quasi 50 anni fa quando Delligatti convinse la società a variare il suo menù fatto di semplici hamburger, patatine e bibite. Era il 1967 quando venne autorizzato a vendere la sua creatura ed immediatamente il suo giro d’affari sali del 12%. Dopo qualche anno McDonald lo diffuse a livello nazionale creando uno dei suoi più grandi successi.

«Non è stato come inventare la lampadine ma....».

Il ristoratore di origini italiane ha confessato peraltro che l’idea gli era venuta da un rivale a metà degli anni ’60. In una dichiarazione McDonald’s ha celebrato Delligatti definendolo «un leggenda». Alla fine della sua carriera era proprietario di ben 48 McDonald’s.