martedì 27 dicembre 2016

Tutti in coda per la torre di Asti. “Ispirò il deposito di Paperone”

La Stampa
manuela macario

La scoperta di alcuni turisti americani, appassionati di Disney. “Ci sono anche simboli massonici, cari al padre dei cartoon”


Palazzo Gazzelli nel cuore di Asti: avrebbe ispirato a Walt Disney la celebre casa-deposito di Paperone

Una torre-cassaforte, nelle strette vie della Asti medioevale, ispirò la «casa-deposito» del papero più avaro e più ricco al mondo. Ne sono sicuri i turisti che da Usa e Olanda hanno scelto il capoluogo piemontese come meta per visitarne proprio un celebre angolo: è da lì che Walt Disney avrebbe preso spunto per inventare il gigantesco forziere di Paperon de’ Paperoni.

A 50 anni dalla scomparsa del padre dei cartoni animati più famosi al mondo (e a 105 dalla sua nascita) viene a galla un sorprendente legame tra Disney e il complesso di Palazzo Gazzelli di Rossana nel cuore del centro storico. La prima ad esserne sorpresa è la stessa proprietaria della dimora, Maria Augusta Mazzarolli, architetto e urbanista. «Un giorno - racconta - mi telefona un gruppo di turisti americani che volevano visitare il palazzo (indicato nelle guide della città tra i monumenti da vedere). Quando sono arrivati, con mio grande stupore, mi hanno spiegato, che Carl Barks, il fumettista disneyano che nel 1947 aveva creato il personaggio di Paperone, si era ispirato per il deposito a una torre, di epoca medievale, di proprietà di una nota famiglia di banchieri italiani, i Lombriasco. Quella della mia famiglia».

È in questo raro esempio astigiano di torre «a cassaforte - aggiunge - che nacque, il 26 agosto 1462, Pietrino del Ponte di Lombriasco, secondo Gran maestro dell’Ordine di Malta». Se si osserva la torre dall’esterno, «come mi hanno fatto notare alcuni i turisti statunitensi, si possono notare dei mattoni invetriati che riproducono un compasso e un triangolo». Simboli ben noti a Disney, la cui appartenenza massonica è stata a lungo dibattuta e che ha sempre incuriosito gli appassionati dei suoi cartoon, film notoriamente ispirati a edifici e panorami europei, a cominciare dalla riproduzione del monte Cervino del primo roller-coaster a tema di Disneyland, il «Matterhorn».

E pensare che alcuni di quei turisti americani «avevano saputo della torre - racconta stupita Mazzarolli - da una cartolina acquistata alla Reggia di Venaria». Riproduce, al tramonto, l’immagine della torre dei Lombriasco, banchieri del Medioevo, gli stessi che prestavano soldi ai re d’Inghilterra e che hanno dato nome a Lombard Street a Londra. Quando nel libero Comune di Asti si batteva moneta, mercanti e banchieri svilupparono le reti del credito in tutta Europa. E proprio qui ad Asti, dove si creavano enormi ricchezze, veniva custodito parte del loro tesoro: cumuli di monete, le stesse che nell’immaginario disneyano richiamano le nuotate di zio Paperone nel cubo con il simbolo del dollaro che svetta su Paperopoli.

«Tutti i sogni possono diventare realtà, se soltanto abbiamo il coraggio di inseguirli», diceva Disney. Ed è questo il principio che sembra animare quei gruppi di turisti: ora l’Asti antica si arricchisce di una nuova storia che sa di leggenda.