domenica 18 dicembre 2016

Quella drogheria rimasta identica a com’era nel 1940

La Stampa
gaia ferraris

A San Marzano Oliveto. Banco, scaffali, orologio, forno e vecchia insegna appesa al muro. Tutti pezzi «vintage» disposti nello stesso modo dal giorno di San Martino di 77 anni fa



A San Marzano Oliveto, nella piazza centrale del paese, c’è un negozio dove il tempo si è fermato. L’ultima risistemazione risale a un mese fa, ma i lavori non hanno cambiato nulla di ciò che c’era prima: nell’alimentari che oggi si chiama Ca’d Pulonia (dal nome di un’antenata dei proprietari), banco, scaffali, orologio, il forno e la vecchia insegna appesa al muro, tutti pezzi «vintage», sono sempre disposti nello stesso modo dal giorno di San Martino del 1940.

Allora, dietro al bancone, a vendere prodotti di generi vari, pane, alimentari ma anche da «drogheria», c’era Luigina, mentre il marito Carlo Olivero, prima da solo e poi insieme al figlio Aldo, oltre a fare il pane si occupava dell’altra attività, quella di corriere.

La ditta di trasporti Olivero riceveva commesse al numero telefonico 3 e per 23 anni ha collegato ogni giorno San Marzano a Milano e Torino. Quando fu Aldo a gestire la bottega, abbandonò i trasporti e proseguì a fare il pane che la moglie Angela impacchettava insieme a salumi, formaggi e ai primi prodotti confezionati. Andarono avanti fino al 1993, quando la malattia costrinse Aldo a stare a casa. La titolare divenne allora Patrizia, figlia maggiore degli Olivero, che prosegue ancora oggi l’attività insieme a Maria Rosa, entrata in famiglia nel 1969. 

La ristrutturazione
La riapertura, dopo i lavori di ristrutturazione, è avvenuta proprio in coincidenza del 76° anniversario. Ogni cosa è rimasta al suo posto, ma c’è una novità voluta dalla figlia di Patrizia, Valeria Sartoris e dal marito Fabio Bongiovanni: l’angolo dove un tempo si imbottigliava la conegrina ospita la vetrina dei prodotti tipici del paese corredata dalle foto che raccontano il «vecchio» negozio. Non solo i vini dei 15 produttori di San Marzano, ma anche mele e succo del Consorzio Divina e i vasetti di bagnèt, antipasto piemontese e bagna cauda. 

Altra novità, su iniziativa di Fabio, la cantina che un tempo ospitava le vasche per pigiare, restaurata e arredata con divani, tavoli, oggetti antichi, e con il forno che risale al 700 riportato al suo antico splendore e le nicchie dove si conservavano i vini ripulite e illuminate. «L’idea è nata durante la ristrutturazione - dice Fabio Bongiovanni -. Molte aziende vinicole a San Marzano sono piccole e non hanno strutture ricettive: la cantina può diventare luogo di incontro con i clienti, spesso stranieri in cerca di prodotti del territorio. Qui sono a un tiro di schioppo dalle zone Unesco del Barbera e del Moscato, e possono trovare ottimi prodotti di entrambe le aree». Anche la scelta di proporre i vini e le specialità spiega Patrizia, «nasce da una necessità “turistica”. Vogliamo dare a chi arriva a San Marzano il gusto delle nostre colline».