sabato 17 dicembre 2016

Quando la Stasi cecoslovacca spiava Trump e l’ex moglie Ivana

La Stampa
alessandro alviani

Svelati documenti top secret: Donald pensava alla presidenza già nel 1988



Alla fine degli Anni 80 Donald Trump pensava già di candidarsi presidente, magari alle elezioni del 1996. Inoltre, sarebbe stato esentato per trent’anni dal pagamento delle tasse. È quanto emerge da alcuni documenti classificati come «top secret» ritrovati a Praga negli archivi della polizia segreta StB (l’equivalente cecoslovacco della Stasi) e citati dalla «Bild» e, in precedenza, dalla tv ceca. 
L’uomo che tra poche settimane si ritroverà ai vertici del più grande apparato di intelligence del mondo è finito negli Anni 70 e 80 nel mirino delle spie del regime comunista cecoslovacco insieme alla sua prima moglie. Ivana Marie Zelnícková, nata a Zlín, in Moravia, era emigrata dapprima in Austria, poi in Canada e infine a New York, dove aveva conosciuto il prossimo inquilino della Casa Bianca.

L’StB, che pedinava molti cecoslovacchi trasferitisi all’estero, iniziò a interessarsi di lei molto presto. In una nota del giugno 1977, cioè due mesi dopo le nozze tra l’ex modella e Donald Trump, un informatore, nome in codice «Lubos», scrive che, secondo il contratto di matrimonio stipulato dai due, Trump desiderava almeno tre figli e prevedeva di dover pagare a Ivana un milione di dollari in caso di divorzio.

L’informatore precisa che l’azienda di Trump gode di «massime garanzie, in quanto ottiene commesse statali» e aggiunge: «Un ulteriore vantaggio è il rapporto personale col presidente degli Stati Uniti e il fatto che è esonerato da tutte le tasse per trent’anni». Un dettaglio tanto più interessante dopo che in campagna elettorale il «New York Times» aveva rivelato che Trump non ha versato un centesimo di tasse per 18 anni dopo una maxi-perdita risalente al 1995.

In un documento del 21 ottobre 1988 un altro informatore, nome di copertura «Milos», parla di pressioni su Trump a candidarsi a presidente negli Usa. Riferendosi a un viaggio in Cecoslovacchia da parte di Ivana, che tornava regolarmente per far visita al padre, «Milos» annota che «ogni passo sbagliato da parte sua avrebbe conseguenze imprevedibili per la posizione di suo marito, che ha intenzione di candidarsi a presidente nel 1996». Per quanto possa sembrare utopistico, Trump è convinto di potercela fare, aggiunge la spia. Un agente dell’StB volò persino negli Usa per spiare Trump: in una nota del 10 ottobre 1989 un informatore, «A-Jarda», riferisce della visita a Trump organizzata da una cooperativa di produzione agricola cecoslovacca.

Negli archivi dell’ex apparato di sicurezza la tv ceca ha ritrovato un fascicolo col nome del padre di Ivana, Miloš Zelnícek, identificato come un «confidente», termine con cui venivano indicati i collaboratori di grado più basso. «Ciò però non significa che fosse un agente: le autorità cecoslovacche lo costrinsero a sottoporsi a dei colloqui, altrimenti non sarebbe potuto volare negli Usa da sua figlia», ha chiarito alla «Bild» lo storico Tomas Vilimek. Il quale cita un documento criptato del 1979 secondo cui le telefonate della figlia col padre venivano intercettate almeno una volta l’anno e la loro corrispondenza controllata. La polizia segreta spiava persino le visite dei figli di Trump dal nonno.

Ivana e Donald Trump, che hanno avuto tre figli, Donald jr., Ivanka ed Eric, hanno divorziato nel 1992. Nelle scorse settimane Ivana, che ha poi sposato l’italoamericano Riccardo Mazzucchelli e l’italiano Rossano Rubicondi (da cui ha divorziato), ha proposto all’ex marito di nominarla ambasciatrice Usa a Praga.