giovedì 15 dicembre 2016

Polizia, Gabrielli annulla concorso per 559 agenti

Il Mattino

Annullate le prove scritte del concorso e avvicendamento del personale dell'ufficio concorsi. È quanto ha deciso il capo della Polizia Franco Gabrielli dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della magistratura sul concorso per 559 allievi agenti della Polizia di Stato, le cui prove scritte si sono tenute dal 4 al 6 maggio scorsi. Il provvedimento è contenuto in una circolare a firma del capo della Segreteria del Dipartimento Enzo Calabria.

«A seguito delle indagini da parte dell'autorità giudiziaria che evidenziano la concreta possibilità che la prova scritta del concorso in oggetto sia stata inficiata da circostanze tali da non garantire la regolarità degli esami - si legge nella circolare - il signor capo della Polizia, Direttore generale della pubblica sicurezza, al fine di salvaguardare gli interessi pubblici volti a garantire l'imparzialità delle operazioni di selezione, si è determinato a revocare il decreto di nomina della commissione esaminatrice del concorso e le operazioni della prova scritta e i relativi esiti».

Gabrielli firmerà inoltre un ulteriore provvedimento con il quale verrà nominata una nuova commissione esaminatrice che «curerà la ripetizione della prova scritta e gli altri successivi adempimenti per la conclusione del concorso». Alla nuova prova scritta, ricorda il capo della segreteria del Dipartimento, potranno partecipare «esclusivamente i candidati presenti alle prove effettuate nei giorni 4, 5 e 6 maggio 2016».

Ma non solo. «Con determinazioni in corso» da parte di Gabrielli, si legge ancora nella circolare, «si procederà ad un avvicendamento del personale dell'Ufficio attività concorsuali». Ed infine «saranno adottate stringenti misure di carattere organizzativo al fine di contrarre al massimo i tempi di svolgimento del concorso in argomento e dei concorsi successivi, per velocizzare l'immissione sul territorio di nuove risorse umane».


Polizia, concorso sospetto: troppi vincitori campani

Il Mattino



In rete già parlano di « concorso miracoloso». Ma c’è anche chi lo ha soprannominato « concorso truffa»: è quello per selezionare 559 allievi agenti della polizia di Stato. La prima prova si è tenuta il 13 maggio e ben 194 candidati non hanno sbagliato nemmeno una delle ottanta risposte, un record. 134 hanno commesso un solo errore e 93 ne hanno commessi 2. In totale 421 persone che si sono cimentate su un test a risposta chiusa di cui non era stata in precedenza pubblicata la banca dati risultando praticamente infallibili. Basta guardare il grafico dei risultati per notare un’impennata finale in corrispondenza proprio delle votazioni più alte, quelle superiori al 9.

Un risultato definito da molti sospetto e che ha fatto scattare una serie di segnalazioni all’Authority anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che le sta verificando. Intanto il diario degli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale è stato rinviato e dovrebbe essere pubblicato il 17 giugno. Una brutta storia che si va ad aggiungere a quella del concorso per allievi agenti Polizia Penitenziaria: anche in quell’occasione i risultati avevano dato adito a dubbi tanto che il Dap ha momentaneamente sospeso il concorso. In quell’occasione, però, un centinaio di candidati furono espulsi perché sorpresi a consultare cellulari, tablet e bignamini.

Non solo: il Silp Cgil ha pubblicato sul suo sito l’elenco nominativo dei candidati ammessi alla prova fisica: «Una anomalia visto che i nomi degli idonei sono protetti dalla normativa sulla privacy e quindi ogni candidato ha accesso solo alla propria posizione», spiega l’avvocato Francesco Leone che sta preparando una raffica di ricorsi. Ma da questa prima enumerazione si evidenza anche un’altra anomalia: gli ammessi sono quasi tutti campani.

Il segretario campano dello stesso sindacato Silp, Tommaso delli Paoli «dopo una attenta e dinamica riflessione, denuncia lo stato di confusione in cui versa, ormai da anni, l’ufficio per le attività concorsuali, situazione questa diventata ormai insostenibile» e chiede quindi una «attività ispettiva del preposto ufficio». La protesta sale anche in rete: si sono formati anche dei gruppi su Facebook ed è partita una raccolta di firme per chiedere lo stop alle prove.

Il sindacato autonomo AdP si è rivolto a Raffaele Cantone, ma anche al ministro Angelino Alfano, raccogliendo le proteste Movimento Militari in Congedo. «Il movimento in questione ha da subito rappresentato che detta graduatoria appare di per se anomala in quanto, nonostante non fosse stata resa pubblica la banca dati su cui allenarsi, ci si è trovati difronte ad un alto numero di ragazzi che hanno superato la medesima prova senza compiere nessun errore». Non solo: gli idonei proverrebbero in gran numero dalla Campania per un motivo preciso: «in questa regione - sostiene il sindacato - ha sede la ditta che prepara la banca dati che il Ministero dell’Interno utilizza per la somministrazione dei quiz».

Scontata la richiesta di fare chiarezza visto che «in analoghi concorsi sempre banditi dalla Polizia di Stato, dove non è stata resa pubblica la banca dati, non si sono mai raggiunti risultati così alti». In campo è subito sceso anche Gregorio Bonsignore responsabile campano della siglia Fiap che sostiene: «Siano sdegnati: è il colmo che ci siano tanti elementi sospetti in un concorso pubblico tanto atteso. Se ci sarà la prova che sono state fornite le risposte esatte in anticipo ad alcuni candidati chiederemo lo stop del concorso. Per ora aspettiamo i risultati degli accertamenti che sicuramente sono in corso».