sabato 24 dicembre 2016

“Poche nascite? Cambiamo gli orari scolastici”: le strane proposte di legge del popolo grillino

La Stampa
federico capurso

Dalla riduzione dell’orario lavorativo (senza decurtazione dello stipendio), all’abolizione dei carabinieri: ecco le fantasiose proposte presentate dai cittadini pentastellati



Democrazia diretta e fantasia, è la ricetta del Movimento 5 stelle per ridare voce ai suoi iscritti. La prossima settimana, annuncia il deputato Danilo Toninelli dal blog di Beppe Grillo, verranno messe al voto «le 105 nuove proposte di legge presentate direttamente dai cittadini». Il progetto di partecipazione dal basso si chiama Lex iscritti ed è partito lo scorso luglio. Anche questa volta, tra i molti suggerimenti interessanti, non mancano le richieste particolari o dai curiosi titoli di presentazione.

Trovano spazio le proposte di «ridurre la settimana media di lavoro a 30 ore settimanali, mantenendo lo stesso salario» e di «depenalizzare il reato di diffamazione e diffamazione a mezzo stampa», ricalcando antiche battaglie di Grillo. O quella di chi vorrebbe vedere la nascita di una «tessera sanitaria che includa il proprio micio o fido», come già proposto in passato da alcune associazioni animaliste.

Talvolta, invece, sono le semplici «passioni» a guidare l’ispirazione per stilare la proposta di una «regolamentazione della raccolta e della vendita di erbe, radici e frutti edibili», o per «differenziare i periodi di ferie e distribuirli su tutta la durata dell’anno solare», come chiede Francesca Benevento, che gestisce un’attività turistico-ricettiva in Calabria.

A incidere sulla sensibilità dei cittadini e sulle loro conseguenti proposte sono però anche le recenti notizie di cronaca. In seguito alla tragedia ferroviaria in Puglia, ad esempio, sono arrivate le richieste di «regolare la distanza di sicurezza tra treni» e di prendere in considerazione «modalità di prevenzione dei disastri ferroviari».

Non possono sfuggire all’attenzione degli attivisti le difficoltà incontrate nell’amministrazione di Roma. Per dare una mano alla sindaca pentastellata Virginia Raggi, infatti, Salvatore Adorisio chiede di «suddividere gli uffici amministrativi della Capitale in più città del centro Italia e non solo», con l’obiettivo di «diminuire la pressione della popolazione, e quindi urbanistica, sulla città di Roma, migliorandone significativamente la vivibilità».

Sarà felice il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, protagonista della campagna per il Fertility day, della proposta di Massimo Costantino dal titolo: «Poche nascite??? Riprogrammiamo gli orari della scuola…». Nel dettaglio, spiega Costantino, «la giornata della scuola sarà organizzata in una mini città in cui anche le signore che lavorano nel commercio possano usufruire della scuola come luogo sicuro per lasciare i propri figli e magari farne altri senza dover lavorare».

La scuola, sempre da un punto di vista strettamente medico, è al centro della richiesta fatta da Francesco Carubia per chiedere agli istituti di «gestire le lezioni in modo da non obbligare gli alunni ed i loro genitori a trasportare quotidianamente i libri di testo nel percorso casa-scuola e viceversa». In questo modo, spiega Carubia, si può «trovare un rimedio al diffuso rischio salute dei minori».
Catturano l’attenzione poi alcuni titoli dati dagli iscritti alle proprie proposte di legge.

Si va dai «Comuni stellari e obiettivi trasparent i», per aumentare la digitalizzazione nella pubblica amministrazione, alla «abolizione dell’Arma dei Carabinieri». E può capitare che, per soddisfare necessità reali, si condisca la propria richiesta con un pizzico di narcisismo, come nel caso di Sergio Lupo, che vorrebbe assistere alla nascita del «Bonus Lupo» per premiare i lavoratori dipendenti che si comportano bene. 

Le proposte suggerite fino ad oggi, in realtà, sono state più di tremila e solo «sei di queste sono arrivate in Parlamento dove i nostri portavoce hanno provveduto o stanno provvedendo a scriverne il testo di legge», scrive Toninelli. Meno dello 0,2%, dunque, ma pur sempre un esempio di quella democrazia partecipata che, nelle intenzioni, è sempre stata considerata una colonna portante del Movimento.