mercoledì 14 dicembre 2016

Parigi. Scoperto disegno di Leonardo. È uno dei San Sebastiano mancanti

repubblica.it
di ARTURO COCCHI

Scovato, quasi per caso, dal direttore della casa d'aste Tajan, che ha chiesto due pareri, l'ultimo alla massima esperta delle opere su carta del genio vinciano del Met di New York. Quasi certamente autentico: sarebbe una delle 8 riproduzioni del martire di Diocleziano citate nel Codex Atlanticus. Sarà venduto a 15 milioni

Parigi. Scoperto disegno di Leonardo. È uno dei San Sebastiano mancanti

Un disegno di 19x15 cm, che raffigura San Sebastiano, ed è quasi certamente uno degli otto disegni dedicati al santo che il suo autore ha catalogato nel Codex Atlanticus, oggi custodito nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Un Leonardo da Vinci (quasi certamente) autentico, come non se ne rinvenivano da sedici anni, che il direttore di una casa d'aste parigina ha scoperto per caso, analizzando, per sua stessa ammissione con un misto di fretta, disattenzione e supponenza, tra un portfolio di disegni che un medico in pensione gli aveva chiesto di valutare.

Quello che potrebbe sembrare il sogno proibito di qualunque titolare di casa d'aste è accaduto a Thaddé Prate, direttore della sezione opere antiche della Tajan parigina, che oggi valuta l'opera, adeguatamente ricollocata in una cornice antica con adeguato cavalletto, una cifra pari a 15 milioni di euro.

Come racconta il NY Times, il "ritrovamento" risale a marzo scorso, quando appunto Prate ricevette la visita dell'ex medico (di cui, per suo stesso desiderio, si sa solo che risiede in un qualche luogo della Francia centrale). L'uomo aveva con sé 14 disegni senza cornice, una piccola collezione di opere che appartenevano a suo padre. A smantellare l'iniziale diffidenza, fu un possente studio penna-inchiostro che riproduceva il martire legato a un albero alla base di un monte. Prate vide "un interessante lavoro del Sedicesimo secolo, che richiedeva ulteriore approfondimento".

Il 55enne esperto d'arte chiese un secondo parere a Patrick de Bayser, un commerciante d'arte indipendente, specializzato in disegni di autori classici. Fu lui a osservare che l'autore era mancino, e ad accorgersi dei due piccoli disegni di natura scientifica, situati su retro del foglio: studi della luce della candela accompagnati da annotazioni scritte, in caratteri molto piccoli, da destra verso sinistra, nel tipico italiano rinascimentale. Prate racconta che i due si guardarono negli occhi.. "E se fosse un Leonardo?", i due si chiesero all'unisono in un misto di stupore e di incredulità...

A quel punto Prate cercò un terzo, possibilmente definitivo, parere e si rivolse a Carmen C. Bambach, massima esperta di disegni antichi italiani e spagnoli presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Al Met Bambach aveva curato, nel 2003, la "Leonardo Da Vinci, Master Draftsman", la prima mostra onnicomprensiva del lavoro su carta del maestro vinciano negli States. Quella mostra, tra l'altro, racchiudeva gli unici due San Sebastiano sino ad ora ritrovati, tra gli otto che Leonardo cita nel Codice Atlantico (custoditi nei musei di Amburgo e di Bayonne, Francia).

"I miei occhi sono usciti dalle orbite - ha raccontato al New York Times Bambach, descrivendo il momento in cui de Baysier gli ha mostrato il disegno - E' perfettamente complementare rispetto al disegno di Amburgo", riferendosi a come lo studio del santo legato all'albero racchiuda studi ottici del punto di vista opposto dell'inquadratura (il San Sebastiano di fresca scoperta è raffigurato di fronte, inquadrato leggermente da sinistra, quello custodito nella città anseatica mostra il profilo sinistro, preso da destra), e come le notazioni dell'una e dell'altra opera siano coerenti tra loro. "L'attribuzione è sostanzialmente inconfutabile - garantisce Bambach, nonostante la totale assenza di storia, di cambi di proprietà, per il

disegno scoperto in Francia, che sembra come apparire sulla scena all'improvviso, nel ventesimo secolo. La studiosa aggiunge che l'opera coincide con la più accreditata tra le teorie che hanno ipotizzato come potrebbero o sarebbero potuti essere i "San Sebastiano" che mancano all'appello. Sorta di step successivo rispetto al disegno di Amburgo, è disegnato con due tonalità di inchiostro contro una, offre diverse modifiche nella posa della figura umana e aggiunge un paesaggio montano di sfondo. "Ci sono così tante idee che cambiano, così tanta energia nel modo in cui esplora la figura... Il mio cuore pulsa sempre forte quando penso a quel disegno", assicura l'esperta.

Secondo la dottoressa Bambach, il disegno data intorno agli anni 1482-1485, agli inizi del periodo milanese del genio da Vinci. Sarebbe quindi coevo della prima versione della Vergine delle Rocce, custodita al Louvre. La studiosa auspica che l'opera, che verrà venduta nei prossimi mesi, sia acquistata da un museo francese. Se la scoperta non verrà confutata, sarà il primo Leonardo ad essere scoperto, dal 2000. Allora fu Sotheby a offrire un foglio, di dimensioni minori, che conteneva studi su Ercole e Cariddi. Identificata proprio da Bambach, fu venduta al prezzo relativamente modico di 550mila sterline del tempo. Oggi è di comune proprietà del collezionista Leon Black e del Metropolitan di New York, che a quanto pare non è intenzionato ad acquistare l'ultimo San Sebastiano