venerdì 9 dicembre 2016

Modello Trudeau

La Stampa
massimo gramellini



Nel suo sabbatico prossimo venturo, Renzi farebbe bene a studiare le immagini del premier canadese Justin Trudeau mentre ascolta i ringraziamenti di un profugo siriano tamponandosi gli occhi con il fazzoletto. Sembra la solita marmellata dolciastra di buonismo. Ma la scena madre è così trattenuta e lieve da apparire spontanea. Trudeau ha la faccia giusta: mite e sgombra di arroganza. Magari nel tempo si rivelerà disattento ai temi sociali come tutti i leader di sinistra dell’ultimo ventennio, ma per ora trasmette una sensazione di disponibilità all’ascolto che fa di lui il politico più femminile del pianeta.

Renzi invece, in questo simile all’odiato D’Alema, è il classico maschio alfa che per coprire le proprie fragilità deve dimostrare in ogni circostanza di essere più burbero degli altri. Anche ieri, davanti ai notabili del Pd, non ha nascosto il fastidio per essere costretto a perdere tempo in chiacchiere con persone che stima meno di una sua cravatta. Ma a nessuno piace essere trattato da mediocre. Tantomeno ai mediocri, che in qualunque consesso, e in quello in particolare, rappresentano la maggioranza. Ah, che futuro potrebbe ancora avere Renzi, se solo imparasse ad ascoltare Gotor, magari senza dargli retta, e a tamponarsi gli occhi con il fazzoletto quando parla Speranza.