venerdì 9 dicembre 2016

L’ultimo riparatore di macchine da cucire

La Stampa
francesca soro

Aostano, ha imparato dal nonno: “Hanno un’anima”


Ivano Magri, 50 anni, di Aosta

«Anche le macchine, si sa, hanno un'anima, ma quelle da cucire ce l'hanno intrisa di tenerezza: custodiscono ricordi di tende per la finestra della cucina messe su alla bell'e meglio da appena sposati, di lenzuolini fatti per i bimbi, di orli a gonne e pantaloni per i vari membri della famiglia». In una vera e propria officina ricavata sotto il suo negozio di merceria e vendita di macchine da cucire, Ivano Magri, cinquant’anni, di Aosta, continua il lavoro iniziato tre generazioni fa dal nonno Mariano: «Sono l'unico riparatore di macchine da cucire - spiega -, certificato da tutte le principali ditte del settore. Dal Vallese svizzero e dalla Savoia in Francia fino a Torino sono rimasto soltanto io».

Ereditarietà
Magri ha ereditato la passione e il savoir faire artigianale dal nonno Mariano, arrivato dall'Emilia per lavorare alle acciaierie Cogne, che nel 1945 aprì una merceria in via Martinet, nel centro di Aosta. «Meccanica, cucito e confezionamento erano il suo mondo - racconta il nipote -, aveva anche messo su una maglieria con una dozzina di dipendenti, donne che da casa loro facevano i completi gonna, maglietta e cardigan. Poi li vendeva alla Rinascente a Torino e, tornando indietro, passava da Biella per ritirare i filati. Con l'avvento dei sintetici e di mode nuove, la ditta ha poi chiuso, le macchine da cucire sono invece arrivate fino a me». A lui, continua «devo l'amore per questo mestiere ormai in via di estinzione: da bambino, mentre mi lasciava trafficare col cacciavite e gli altri utensili, diceva "le macchine hanno un'anima". Ne ero affascinato». 

In officina
Magri, nel negozio che ha poi spostato nel 1986 fuori dal centro storico cittadino, ripara in media una trentina di macchine al mese (il prezzo è di circa 70 euro): «I miei clienti vanno dai collezionisti alle casalinghe, passando da molte donne che hanno ereditato da nonne o mamme la loro macchina da cucire e non vogliono assolutamente separarsene o comprarne un modello nuovo: mi raccontano immagini di famiglia che la sola vista dello strumento evoca in loro».

Mentre racconta, l'artigiano è nella sua attrezzatissima officina, vestito con il grembiule grigio da meccanico, e monta una macchina da riparare su uno strano strumento in ghisa: «Questo è un banco prova multiuso che aveva inventato e costruito mio nonno - spiega - e permette di muovere l'oggetto e testarlo agilmente in tutte le direzioni». Tra le mani del riparatore tornano a nuova vita anche strumenti inusuale. «La settimana scorsa mi hanno portato una macchina da calzolaio del 1915 - dice Magri -, che oggi serve a un maestro di sci che la usa per assemblare le pelli di foca».

Da circa un anno la ditta aostana ha deciso di puntare anche sulle lezioni di cucito. A questo scopo nel negozio è stato ricavato uno spazio apposito con cinque postazioni, tre macchine da cucire e ferri da stiro. «Le richieste sono tante - spiega Magri -, va molto di moda il cucito creativo fatto con materiali di recupero».