sabato 24 dicembre 2016

Lotteria socialista

La Stampa
massimo gramellini

C’era una volta - in Spagna, sia chiaro - un partito di sinistra litigioso e scalcagnato che era riuscito a perdere due elezioni nell’arco di pochi mesi. Avvicinandosi la fine di un anno così disgraziato, i dipendenti della sede centrale si sentirono in debito con la sorte e decisero di cercare riscatto nel gioco. Raccolsero il denaro e mandarono uno di loro, il compagno Goyo Martinez, alla ricevitoria più vicina per comperare i biglietti della lotteria di Natale. Gliene diedero da acquistare talmente tanti che la ricevitoria, commossa, ne aggiunse uno supplementare in omaggio. In omaggio al partito, sembrava. Sennonché accadde che proprio quel tagliando, saldamente alloggiato nelle tasche del compagno Martinez, vincesse la lotteria. Due milioni di euro. 

Dapprima il compagno Martinez disse che il biglietto era andato perduto: un complotto delle destre e dei populisti, di sicuro. Poi misteriosamente lo ritrovò, ma preferì dividere la vincita solo con qualche collega di scrivania. Nella storia della sinistra europea, attraversata di continuo dal fremito delle scissioni, nasceva la corrente del Lotto. Contraddicendo la romantica denominazione di «Vino Obrero», Vino dell’Operaio, la bicchierata natalizia dei dipendenti del partito socialista spagnolo si trasformò in una rissa capitalistica tra chi pretendeva di distribuire i proventi della fortuna e chi preferiva di gran lunga accumularli. Morale della favola? Il cuore sta a sinistra, ma il portafoglio a destra. E non sempre è facile spostarlo, quando si riempie. Buon Natale.