lunedì 19 dicembre 2016

L’Irlanda ricorre contro la multa Ue ad Apple

La Stampa



Il governo irlandese annuncia il suo ricorso contro la decisione della Commissione europea che ha chiesto alla Apple la restituzione di 13 miliardi di euro in imposte non versate al fisco di Dublino. In un comunicato del ministero del Tesoro irlandese si afferma che si tratta di una interferenza nella sovranità nazionale e che Bruxelles avrebbe avuto una comprensione errata di come funziona la tassazione delle multinazionali.


Domande e risposte-Tutto quello che c’è da sapere sulla “multa” a Apple
La Stampa
marco bresolin



Perché la Commissione europea ha inflitto a Apple una multa da 13 miliardi di euro?
Prima doverosa precisazione: non si tratta di una multa. L’Ue, dopo un’indagine avviata nel 2013, ha concluso che Apple ha ricevuto un trattamento fiscale di favore da parte del governo irlandese e ha quantificato in 13 miliardi l’importo delle imposte non versate.

E quindi ora quei soldi andranno a Bruxelles o a Dublino?
Ovviamente a Dublino. Praticamente Apple dovrà versare al governo irlandese tutte le tasse che, secondo la Commissione, avrebbe dovuto pagare e invece non ha pagato. Che sono 13 miliardi, più gli interessi.

Ma la sfera fiscale non è di competenza nazionale? Perché l’Europa interviene in questo ambito?
L’Ue, attraverso il suo commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, tecnicamente non interviene sull’autorità fiscale dei singoli Stati. Ma in questo caso ha ravvisato una distorsione della concorrenza: Apple, secondo Bruxelles, sarebbe stata favorita rispetto ad altre imprese. E quei tredici miliardi – dovuti e non versati, sempre secondo l’Ue – sono da considerarsi come aiuti di Stato illegittimi. Che pertanto vanno restituiti.

Per quanto tempo Apple ha beneficiato di questo trattamento?
Dal 1991, anno in cui il governo ha siglato il primo accordo fiscale con Apple. Che poi è stato sostituito da un altro simile nel 2007.

Dunque dal 1991 a oggi Apple ha “risparmiato” 13 miliardi?
Sicuramente molti di più. Però la competenza della Commissione per chiedere la restituzione degli aiuti di Stato illegittimi arriva fino ai dieci anni precedenti l’avvio dell’indagine, che è partita nel 2013. Dunque tutto quello che è avvenuto prima del 2003 di fatto si è “prescritto”. Il periodo “incriminato” è terminato nel 2015, anno in cui Apple ha modificato le sue strutture aziendali.

L’Irlanda ora è felice di incassare quei soldi?
Tutt’altro. Così come Apple, il governo di Dublino aveva annunciato di voler fare ricorso alla Corte di Giustizia europea contro la decisione della Commissione. 

Quindi rifiuterà quei 13 miliardi?
Non può farlo. La Commissione dice che uno Stato, anche nel caso in cui dovesse fare ricorso contro la decisione, dovrà comunque recuperare quei soldi. E poi, eventualmente, metterli su un conto di garanzia bloccato, in attesa della sentenza.

Qual era l’aliquota fiscale applicata dal governo irlandese ad Apple?
In Irlanda l’imposizione fiscale è del 12,5%. Secondo l’indagine della Commissione, nel 2003 le aziende collegate ad Apple – grazie al complicato meccanismo concesso dal governo di Dublino - pagavano un tasso effettivo dell’1% nel 2003, sceso allo 0,5% nel 2001 e addirittura allo 0,005% nel 2014.

Come è stato possibile?
Apple Sales International e Apple Operations Europe, detenute al 100% dal gruppo Apple e sotto il controllo di Apple Inc., sono due società di diritto irlandese che detengono i diritti d’uso della proprietà intellettuale di Apple per la vendita e la fabbricazione dei prodotti Apple fuori dal continente americano. Praticamente tutte le vendite effettuate in Europa venivano registrate in Irlanda. Ma – grazie agli accordi con Dublino - una parte di quegli utili veniva assegnata a delle “sedi centrali” che di fatto non si trovavano in nessun Paese, non avevano dipendenti né uffici. Dunque solo una piccola parte degli utili veniva tassata in Irlanda. Il resto era totalmente tax free.

È possibile dunque che quei soldi siano stati sottratti al fisco di altri Paesi?
Sì, per esempio in quei Paesi in cui sono state effettuate materialmente le vendite. La Commissione spiega di non avere competenza su questo aspetto (l’Ue non è un’autorità fiscale e in questa partita, come detto, interviene perché ha ravvisato aiuti di Stato illegittimi) e dunque non può stabilire che può rivendicare quelle somme. Però Bruxelles dice che gli altri Stati potrebbero imporre ad Apple di versare maggiori imposte nei loro Paesi per le vendite effettuate sul loro territorio. In quel caso quei soldi andrebbero a ridurre l’importo dei 13 miliardi che il governo irlandese è obbligato a esigere da Apple.