giovedì 29 dicembre 2016

La Sardegna ha rotaie troppo vecchie e assume nove casellanti per i treni

La Stampa
nicola pinna



L’ultima frontiera del trasporto ferroviario si chiama Hyperloop: una specie di capsula supersonica che sarà in grado di collegare Roma e Milano in circa mezz’ora. Entrerà in servizio nel 2050 e in Sardegna in quegli anni probabilmente cominceranno a viaggiare i primi treni elettrici e forse neanche troppo veloci.

Per quest’anno l’avanguardia del trasporto su rotaie ci regala un bel salto all’indietro nel tempo: il ritorno dei casellanti. Sì, avete capito bene. Ricordate il mitico casellante del film «Non ci resta che piangere» di Troisi e Benigni? Ecco, in Sardegna nove casellanti entreranno in servizio a gennaio: saranno nove e dovranno presidiare i passaggi a livello della tratta ferroviaria tra Nuoro e Macomer. Da più di un mese i collegamenti tra le due città (gestiti dalla Regione attraverso l’Arst) sono sospesi perché gli standard di sicurezza non rispettano le nuove normative.

Il problema riguarda proprio i passaggi a livello che lungo la rete regionale non sono tutti automatizzati: alcuni si trovano addirittura all’interno di terreni privati e così sono i proprietari a gestire il viavai delle auto. Troppo rischioso, secondo l’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria. Per questo la Regione è stata costretta a bloccare i collegamenti. L’unica soluzione possibile in tempi brevi? Il ritorno dei casellanti. 

In Sardegna c’è un doppio sistema ferroviario: uno è quello gestito dalle Ferrovie dello Stato, l’altro affidato alla Regione attraverso la sua Arst. In entrambi i casi l’arretratezza è dimostrata dalla lentezza del viaggio e dalle condizioni della rete. Quella regionale è considerata troppo pericolosa per la presenza dei passaggi a livello non presidiati e la nuova normativa (emanata dopo il disastro avvenuto la scorsa estate in Puglia) non ha concesso né deroghe né proroghe. «Installare impianti automatizzati in così poco tempo è oggettivamente impossibile – denuncia il segretario della Cgil Trasporti, Arnalo Boeddu – Il Governo, tra l’altro, ha imposto una regola senza prevedere i necessari contributi e per questo in Sardegna ci siamo trovati con una tratta ferroviaria chiusa da un giorno all’altro».

Per rimettere in marcia i treni nel giro di poco tempo la Regione ha pensato ai casellanti. Alcuni sono già in servizio lungo la tratta Sassari-Alghero e sulla Sassari-Sorso, altri saranno schierati tra Nuoro e Macomer. Il concorso è stato bandito nei giorni scorsi: per nove assunzioni sono arrivate circa mille domande e nel giro di qualche giorno sarà completata la selezione. «Seicentocinquanta euro netti per trascorrere una giornata intera in mezzo alla campagna a controllare i passaggi a livello, chiudere prima dell’arrivo del treno e riaprire dopo il passaggio – spiega il segretario della Cgil – La nuova norma sarebbe una buona occasione per ammodernare la nostra rete, ma ci sarebbe stato bisogno delle risorse. Così non ci sono alternative: assumere i casellanti è un passo indietro».