venerdì 30 dicembre 2016

La bufala dell’esplosione a Bangkok: il Safety Check di Facebook attivo per due petardi

La Stampa



È l’anno della post verità e l’ultima delle bufale che hanno accompagnato il 2016 arriva da Bangkok, dove con l’aiuto inconsapevole di Facebook ci si può inventare anche un attentato esplosivo. Succede, come ha ricostruito il debunker italiano David Puente , che il 27 dicembre Facebook attivi uno dei suoi moduli Safety Check, con cui gli utenti possono comunicare ad amici e parenti se sono sani e salvi quando succede qualcosa di pericoloso dove si trovano (che si tratti di un attentato o di un terremoto). 

L’allerta lanciata da Facebook riguarda una presunta esplosione avvenuta a Bangkok. Esplosione che non c’è. Come è possibile? Come spiega The Verge , il Safety Check di Facebook si attiva attraverso un algoritmo. In questo caso, però, qualcosa non deve aver funzionato correttamente, perché il social network ha utilizzato come fonti un mix inquietante di blog e siti di fake news. L’unico evento lontanamente assimilabile a un’esplosione a Bangkok è la protesta di un uomo salito sul tetto della sede del governo thailandese lanciando petardi. Non proprio un attentato dinamitardo. 

L’algoritmo che fa funzionare il Safety Check di Facebook unisce le fonti trovate in rete e i post in tendenza sul social network (i trend topic di Facebook in Italia non sono ancora diffusi ma all’estero sono già una realtà consolidata in molti Paesi): il social network, quindi, ha unito le segnalazioni legate ai post e le fake news che giravano in rete facendo scattare il Safety Check senza avere un riscontro effettivo che ci fosse stata un’esplosione a Bangkok. Per giunta, come segnala il giornalista Saksith Saiyasombut, di Channel NewsAsia, Facebook avrebbe tradotto male una parola thailandese che può significare sia “bomba” sia “forte rumore”. 

Da «l’ha detto la tv» a «l’ho visto su Facebook» il passo è breve e la bufala dell’esplosione a Bangkok ha cominciato a girare con ancora più forza di prima, spingenDo Facebook a disattivare il modulo Safety Check e promettere una più attenta gestione dello strumento per il futuro. O almeno si spera.