sabato 17 dicembre 2016

In Inghilterra il primo pacco consegnato da un drone

La Stampa
vittorio sabadin



Le date storiche passano spesso inosservate alle persone che assistono agli eventi che le determinano. Così Jeff Bezos, fondatore e proprietario di Amazon, ha diffuso nel mondo un tweet con una data e un’ora che dovranno essere ricordate: «La prima assoluta consegna di Prime Air a domicilio è nei libri: 13 minuti dal click alla consegna. 5:58, 14 dic 2016».

Poche ore prima, un cliente di Amazon che vive in campagna nei pressi di Cambridge, in Inghilterra, noto solo come Richard B., aveva ordinato con il computer un telecomando per tv e un sacchetto di pop corn. Nel magazzino che si trova a una decina di chilometri di distanza, un impiegato aveva messo la merce in una scatola. Il pacco è stato subito portato all’esterno da un nastro trasportatore, fino al prato dove lo attendeva uno dei tre droni di Prime Air, la compagnia di aereo cargo di Amazon. Memorizzato l’indirizzo e guidato dal Gps, il drone ha volato sulla campagna inglese ed è atterrato esattamente 13 minuti dopo davanti alla casa di Richard B. Ha sganciato la scatola e se n’è andato, senza nemmeno pretendere una ricevuta.

La prima consegna di merce a domicilio per mezzo di un drone segna forse l’inizio di una nuova era nel commercio, nella quale chiunque, come aveva detto Jeff Bezos presentando il programma nel 2013, potrà ricevere quello che ha ordinato nella propria abitazione entro 30 minuti dall’ordine. Le implicazioni per i negozi, i supermercati, le poche librerie ancora esistenti saranno sconvolgenti e per la vita delle persone sarà lo stesso: come già fanno molti giapponesi, resteremo sempre in casa davanti al computer, a lavorare, ordinare quello che ci serve, guardare i film su Netflix e incontrare gli amici su Facebook. 

Ma la strada per le consegne a domicilio è ancora molto lunga. Celebrato il primo successo, Bezos dovrà fare i conti con legislazioni tutt’altro che amichevoli. Se ha dovuto fare questa sperimentazione in Gran Bretagna è perché le norme della Us Federal Aviation non consentono ai suoi droni di sparire alla vista durante il tragitto e di volare se non sotto il controllo di un operatore certificato. Per Amazon questi vincoli sono poco pratici, ma ogni tentativo di convincere i controllori americani si è finora rivelato vano. In Gran Bretagna le norme sono invece più soffici e ci sono incentivi a chi sperimenta nuove tecnologie. Nelle campagne intorno a Cambridge ci sono poi meno ostacoli contro i quali andare a sbattere e la gente vive quasi tutta in case con un giardino. 

Come avviene per tutte le grandi innovazioni, anche questa avrà bisogno di un po’ di messa a punto. Per ora, il peso della merce trasportata non può infatti superare i 2,25 chili e le dimensioni non devono essere superiori a quelle di una scatola di scarpe, perché il drone opera in automatico caricando uno specifico pacco la cui grandezza non può variare. Chi esegue l’ordine non può essere più lontano di 15 chilometri dal magazzino di Amazon che si serve dei droni, e per il momento di consegnare qualcosa in città non se ne parla proprio. Ci sono poi ancora molti problemi legati alla sicurezza: i droni sorvolano persone e cose, possono essere abbattuti da malintenzionati o sbagliare strada come a volte fa il navigatore dell’auto.