lunedì 5 dicembre 2016

Il Vaticano con Israele: "No alla decisione Unesco su Gerusalemme Est"

repubblica.it

Comunicato congiunto della Santa Sede: "Non si può negare la storia biblica e il legame del popolo ebraico con il Monte del Tempio"
(ANSA)

Il Vaticano con Israele: "No alla decisione Unesco su Gerusalemme Est"

CITTÀ DEL VATICANO - "E' necessario oggi più che mai promuovere la pace in un tempo in cui la violenza viene perpetrata in nome della religione". Lo afferma un comunicato congiunto tra S.Sede e Israele, emesso dalla Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran rabbinato d'Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo, riunita a Roma in questi giorni.

Riferendosi agli orientamenti dell'Unesco che parla dei luoghi santi di Gerusalemme Est nominandoli solo in arabo e non in lingua ebraica, il testo congiunto critica "con forza il tentativo di negare la storia biblica e il legame del popolo ebraico al proprio luogo più santo, il Monte del Tempio".

"Siano rigettate - chiede inoltre il comunicato congiunto Vaticano-Israele - le strade senza meta della contrapposizione e della chiusura. Non accada più che le religioni, a causa del comportamento di alcuni loro seguaci, trasmettano un messaggio stonato, dissonante da quello della misericordia". 

"Purtroppo, non passa giorno che non si senta parlare di violenze, conflitti, rapimenti, attacchi terroristici, vittime e distruzioni. Ed è terribile che per giustificare tali barbarie sia a volte invocato il nome di una religione o di Dio stesso. Siano condannati in modo chiaro questi atteggiamenti iniqui, che profanano il nome di Dio e inquinano la ricerca religiosa dell'uomo. Siano invece favoriti, ovunque, l'incontro pacifico tra i credenti e una reale libertà religiosa".

In proposito, tra le iniziative esplicitamente volte al ripudio degli abusi violenti della religione, è citato in particolare "il più recente incontro di Marrakesh, che ha pubblicato una storica dichiarazione a protezione della dignità umana e della diversità nelle terre musulmane". Le due delegazioni erano guidate rispettivamente dal rabbino Rasson Arussi e dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson e tra i firmatari compaiono inomi degli arcivescovi Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme, e Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e insigne biblista e teologo.