giovedì 1 dicembre 2016

Il rifugio antiaereo cinese ora è un lago sotterraneo con tutti i colori dell'arcobaleno

La Stampa
noemi penna



Durante la seconda Guerra Mondiale è servita come rifugio antiaereo e ha salvato la vita di molte persone, anche grazie alle canne di bambù che crescono rigogliose davanti al suo ingresso, mimetizzandolo perfettamente con la natura circostante. Eppure la Reed Flute Cave è una grotta naturale calcarea che per oltre 1200 anni è stata una delle più famose attrazioni della Cina a partire dalla dinastia Tang. E oggi sta vivendo di una nuova vita grazie ad un impianto di ultima generazione.



Al suo interno nasconde un mondo spettacolare, fatto di stalattiti, stalagmiti, colonne di pietra, formazioni rocciose e un lago sotterraneo illuminato da luci multicolor che rendono la grotta ancora più fiabesca. E' stata aperta al pubblico nel 1962, ma il sistema di illuminazione artificiale è decisamente più recente, e viene spesso modificato, richiamando ogni anno migliaia di visitatori.



La Reed Flute Cave si trova a Guilin, una città immersa nella regione autonoma del Guangxi, in Cina, il cui nome tradotto letteralmente significa «foresta di cassie», un albero che fiorisce a novembre inebriando l’intera vallata di un soave profumo.



La grotta è lunga 240 metri e nel suo punto più alto raggiunge i 18 metri. E' fiancheggiata da formazioni rocciose dai nomi suggestivi come Dragon Pagoda, Crystal Palace o Virgin Forest. Nelle formazioni rocciose, i visitatori si divertano a identificare delle forme: fiori, animali, creature mitologiche. E ce ne è persino una che assomiglia a Babbo Natale con la sacca dei doni.



Conosciuta come il Palazzo delle Arti Naturali, oltre al suggestivo impianto luminoso, sulle pareti della grotta ci sono più di 70 iscrizioni rupestri databili attorno al 792 d.C. Si tratta di diari di viaggio e poesie scritte da letterati della dinastia Tang che hanno visitato la grotta. E non manca una leggenda: si narra che alcune delle formazioni rocciose presenti siano addirittura delle persone, come uno studente che, visitando la grotta, tentò di descrivere la sua bellezza in una poesia, ma gli ci volle così tanto per trovare le parole giuste che si trasformò nel frattempo in pietra.