mercoledì 7 dicembre 2016

I cacciatori degli aerei caduti nella Seconda Guerra Mondiale

La Stampa
simona marchetti

Gli Air Crash Po Airfinders, gruppo di appassionati fra Cremona e Novara


Storia Usano i metal detector, le mappe e le vanghe: sono gli Air Crash Po Airfinders, un gruppo di ppassionati che dedica il proprio tempo libero a ricercare i resti (a sinistra una pistola e un orologio) degli aerei abbattuti nella Seconda guerra mondiale nella Pianura Padana

Vanno a caccia, ma non con i fucili. Usano i metaldetector, le mappe e le vanghe: sono gli Air Crash Po Airfinders, un gruppo di appassionati che dedica il proprio tempo libero a ricercare i resti degli aerei abbattuti durante la II guerra mondiale nella Pianura Padana. L’ultima ricerca, e conseguente ritrovamento, è di pochi giorni fa, nella zona di Brione-Villa Carcina, al confine tra Lombardia e Trentino. Sono stati rinvenuti i resti di un B-17, aereo americano meglio noto come «Fortezza volante», abbattuto il 10 novembre 1943 dalla contraerea tedesca. Il bombardiere cadde dividendosi in più tronconi e con un motore in fiamme:

«Si comincia a fare chiarezza e recuperare i reperti», spiega Luca Gabriele Merli, uno dei protagonisti del gruppo di ricerca, composto inizialmente da cinque amici del cremonese, e che si è poi a poco a poco allargato fino a coinvolgere anche alcuni soci piemontesi, della provincia di Novara. In Italia sono presenti diverse formazioni unite dalla stessa passione: questa, l’unica associata al British Aviation Archeologist Council, opera nella val Padana e punta a ritrovare ciò che rimane dei tanti mezzi caduti in questa vasta zona, al centro di un furioso scontro tra alleati e tedeschi nel periodo successivo all’Armistizio.

«Gli aerei – continua Merli- sono quelli precipitati lungo il corso del Po nella II Guerra Mondiale, soprattutto in quel 1944 in cui l’aviazione alleata bombardava le posizioni difese strenuamente dai tedeschi. L’area tra Emilia e Veneto è la più ricca di reperti, in quanto è lì che si è registrato la maggiore concentrazione di missioni». Su quei resti, frammenti metallici, targhette personali, brandelli di carrozzeria, si è posata la coltre dell’oblio. Dopo la fine delle ostilità era necessario tornare alla normalità e poi riprendere a coltivare i terreni.

La memoria storica
Il gruppo, nato nel 2007, si mette in moto: armati di detector e vanga, a volte anche qualche colpo di ruspa, indagano, cercano, disseppelliscono. A fare da consulenti gli anziani che ricordano l’esatta posizione del relitto. Nonostante siano passati settant’anni, tanti non hanno mai dimenticato quei giorni. Il team si definisce «sempre in prima linea per onorare i caduti di qualsiasi nazionalità essi siano, ricostruire la storia e in alcuni casi riportare a casa e dare degna sepoltura a i militari dati per dispersi».

Nel 2014 hanno individuato sedici aerei: in collaborazione con il Romagna Air Finders nell’ottobre di due anni fa sono riusciti a recuperare il velivolo e le spoglie del tenente Guerrino Bortolani, morto a 27 anni nella zona di Padova e rimasto insepolto. E l’anno scorso hanno scovato i resti di un aereo Messerschmitt Me Bf 109 G-6 vicino a Desenzano del Garda. Oggi ancora vicino a Mantova, a Mariana Mantovana, stanno chiedendo notizie di un altro velivolo tedesco, un Messerschintt 410 precipitato il 10 dicembre del 1944. Il sottosuolo è tutto da scavare.