martedì 13 dicembre 2016

Estrazione del Lotti

La Stampa
massimo gramellini

C’è mai qualcuno che paga il conto delle sconfitte in Italia? Nel governo RsR (Renzi senza Renzi), nato dalle ceneri di un referendum perduto, Renzi continua a governare per interposto Gentiloni. Se non è lui ad avere perso, sarà la ministra delle Riforme? Macché, la Boschi resta a Palazzo Chigi con poteri raddoppiati, dopo avere annunciato che in caso di vittoria del «No» avrebbe lasciato la politica: evidentemente è la politica che non vuole saperne di lasciare lei. L’eminentissimo grigissimo Letta-Lotti resiste intrepido alle purghe natalizie, riparando allo Sport in quota Giglio Magico: ma non era più adatto Antognoni?

La buona notizia è che finalmente Alfano sgombera gli Interni. Quella cattiva è che invade gli Esteri, grazie alla sua preparazione in storia e geografia del Kazakistan maturata nella vicenda Shalabayeva. Anche Galletti resta all’Ambiente (è l’Ambiente che vorrebbe andarsene). E Poletti non molla l’osso del Lavoro, malgrado una sua legge dal nome inglese che gli inglesi hanno dovuto tradurre - in inglese Jobs Act non significa nulla - sia costata al governo RcR (Renzi con Renzi) l’ammutinamento elettorale dei giovani.

Tutti sconfitti e tutti confermati, tanto che non si è trovato neppure uno strapuntino per l’offesissimo Verdini. Tutti tranne la signora preside Giannini alla Pubblica Distruzione. Il disastro del referendum è da considerarsi solo colpa sua. Lo storico voto sulle riforme istituzionali viene così definitivamente archiviato alla voce: congiura di bidelli.