lunedì 5 dicembre 2016

Entriamo nell'era del post-zucchero: quantità dimezzata, stesso gusto

repubblica.it
di ALDO FONTANAROSA

Nestlè, ecco come produrre il cioccolato  con meno zucchero


La Nestlè annuncia la formula per "strutturare la sostanza" in modo diverso: si scioglie più rapidamente nella bocca di chi assume, e il dolce o il cioccolato regala (quasi) la stessa sensazione. La formula sarà brevettata, in produzione a partire dal 2018. Dare del cioccolato al proprio bambino, che lo mangia volentieri perché il gusto sembra quello solito.

Sembra, appunto. Perché in realtà questo cioccolato contiene il 40 per cento di zucchero in meno, e dunque fa meno male. Il sogno dei genitori più responsabili e dei medici anti-diabete può diventare realtà nel 2018, a dare credito alle promesse della Nestlè. La multinazionale svizzera - 335 mila dipendenti nel mondo, 2000 marche in portafoglio - annuncia che i suoi ricercatori hanno capito come "strutturare lo zucchero" in modo diverso. La tecnica comporta che questo pericoloso dolcificante si scioglie più rapidamente nella bocca di chi lo gusta. Per questo la sensazione di piacevolezza è (quasi) la stessa anche quando il cioccolato contiene quantità molto minori di zucchero.

Entriamo nell'era del post-zucchero: quantità dimezzata, stesso gusto
La sede della Nestlè a Vevey (Svizzera)

Per vederla con gli occhi del genitore comune, una confezione di Kit Kat - con quattro barrette di cioccolato - conterrebbe 14,3 grammi di zucchero invece degli attuali 23,8. In Italia il 20,9 per cento dei bambini è sovrappeso. Di questi quasi il 10 per cento si può considerare obeso. Un piccolo ogni quattro non consuma frutta e verdura ogni giorno (come invece dovrebbe). Il 18 per cento fa sport per un'ora sola alla settimana, dunque troppo poco.

Entriamo nell'era del post-zucchero: quantità dimezzata, stesso gusto

È curioso che un'industria dolciaria abbia messo sul mercato - tra molti altri - un prodotto curativo per diabetici come il Metanx. Un preparato a base di calcio e vitamine del gruppo B che contrasta le sensazioni di formicolio e torpore dei malati. I suoi ritrovati si basano su prodotti naturali e puntano a dimostrare che il cibo - invece di fare male - può aiutare e a volte curare il nostro organismo. Sono figli di questa filosofia - contestata da svariati esperti - prodotti come il Resource Support Plus, bevanda ipercalorica e iperproteica (al gusto di vaniglia o mango) che viene proposta a pazienti con un calo di peso importante, ad esempio per effetto della chemioterapia.