mercoledì 7 dicembre 2016

Ciao 2016

La Stampa
massimo gramellini



Ci sono saluti che sembrano il presagio di un addio. Lei lo aveva capito, ha congiunto le mani come una badessa ed è l’unica ancora in sella. I quattro maschi alfa sono stati o saranno rimpiazzati da qualcuno più a destra di loro, persino Cameron che è conservatore.

Gli altri tre sarebbero di sinistra e se hanno perso (nel caso di Obama, contribuito a far perdere) è perché la sinistra ha lasciato ai populisti il monopolio dei diritti sociali. Non di sole Costituzioni e unioni civili vive l’uomo, ma anche di posti di lavoro con paghe e pensioni dignitose.

Questi leader vestiti tutti uguali non sono riusciti a sottrarre il capitalismo al dominio omologante dei mercati finanziari e a difendere quel poco di Welfare che invece a casa Merkel funziona ancora. 
In fondo il più anarchico dei quattro, anche l’unico che saluta con la sinistra, è proprio Renzi. Venuto alla ribalta per cambiare verso a un sistema che sta precipitando l’Occidente nella povertà, ha finito per dare retta più ai banchieri che ai droghieri, risultando più antipatico agli elettori di Palermo che ai burocrati di Bruxelles.

Ma il ragazzo è sveglio e i rivali sono in disaccordo su tutto tranne che nell’odiarlo. Per questo il suo congedo assomiglia tanto a un arrivederci.