giovedì 15 dicembre 2016

"C'è un errore nel Nobel della fisica del 2015"

repubblica.it
di ELENA DUSI

Lo scienziato russo Alexei Smirnov contesta il Comitato di Stoccolma che assegna i premi: "Nella motivazione hanno usato un linguaggio sbagliato"

"C'è un errore nel Nobel della fisica del 2015"

Il Nobel della fisica del 2015 è sbagliato, sostiene uno scienziato russo. Alexei Smirnov, che per anni ha lavorato al Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam di Trieste e oggi si è trasferito all’Istituto Max Planck in Germania, fa le pulci al Comitato di Stoccolma che assegna i prestigiosi premi.

Il Nobel dell’anno scorso è andato a Takaaki Kajita dell’università di Tokio e al canadese Arthur McDonald della Queen’s University di Kingston, esperti di neutrini. Quel che contesta Smirnov non è la scelta dei loro nomi, bensì la motivazione che gli esperti di Stoccolma hanno dato nel comunicato ufficiale. Smirnov critica quel testo in un articolo apparso su ArXiv, un sito storico in cui la comunità dei fisici pubblica ricerche e idee prima che siano vagliate da riviste ufficiali. La polemica di Smirnov viene definita “insolita” anche dalla rivista Science che ha deciso di raccontare il caso.

"C'è un errore nel Nobel della fisica del 2015"
McDonald e la moglie alla cerimonia di premiazione

La questione riguarda il fenomeno dell’oscillazione dei neutrini, teorizzato da Bruno Pontecorvo alla fine degli anni ’50. Secondo questa idea (dimostrata dagli esperimenti premiati con il Nobel), i neutrini si dividono in tre famiglie e nel loro lungo viaggio attraverso l’universo, pressoché indisturbati dalle barriere della materia, possono saltare da una famiglia all’altra. Il Comitato dei Nobel ha premiato i due scienziati proprio “per la scoperta dell’oscillazione dei neutrini”.

Su questo punto Smirnov ha trovato da obiettare. Mentre l’équipe giapponese guidata da Kajita ha effettivamente osservato l’oscillazione dei neutrini, gli scienziati canadesi si sono concentrati su un aspetto leggermente diverso, studiando solo un tipo di neutrini a bassa energia emessi dal sole e dimostrando che queste particelle possono saltare da una famiglia all’altra attraverso un meccanismo alternativo all’oscillazione.

La scure dello scienziato russo ha colpito anche la seconda parte della motivazione del Nobel (ripresa anche nella spiegazione tecnica, più approfondita), quella secondo cui gli scopritori delle oscillazioni hanno dimostrato anche che “i neutrini hanno massa”. Non avendo osservato nessuna oscillazione, insiste Smirnov, gli scienziati canadesi non rientrerebbero nemmeno nella seconda parte della motivazione. Ai colleghi di Smirnov le osservazioni sono sembrate corrette, in punto di diritto, ma francamente esagerate. “Dal punto di vista della fisica ha ragione” commenta su Science Kate Scholberg della Duke University. “Ma non trovo niente di scorretto nella motivazione dei Nobel, che usa un linguaggio ormai diventato comune”.