mercoledì 7 dicembre 2016

Canguropoli

La Stampa
massimo gramellini



Ci sono momenti in cui il politicamente e l’animalisticamente corretto si fondono in una superiore armonia, raggiungendo vette di stupidità umanamente perfetta. Ieri in Australia si è consumato uno di quei momenti, quando in tanti hanno chiesto il licenziamento del guardiano di un parco, reo di avere sferrato un cazzotto al canguro che aveva aggredito il suo cane. 

Nel video si vede il cane bloccato dal canguro per la gola, il guardiano che accorre in sua difesa e il marsupiale un po’ bullo che lo sfida a singolar tenzone, ergendosi in posa da boxeur. L’umano gli allunga un destro di alleggerimento sul muso e il canguro lo ricambia con uno sguardo esterrefatto, lo stesso di Renzi davanti agli exit poll, prima di allontanarsi alla chetichella saltellando da par suo.
Non è mai bello veder picchiare qualcuno, sia pure a titolo dimostrativo.

Ma se il guardiano avesse colpito un uomo per difendere un altro uomo, fioccherebbero gli applausi. Se lo avesse fatto per difendere un animale, sarebbe candidato al Nobel per la pace. Avendo colpito un animale per difenderne un altro, i fanatici hanno preteso la sua testa. Per fortuna i dirigenti del parco non hanno perso la loro e hanno lasciato il guardiano al suo posto, con piena soddisfazione del cane e probabilmente del canguro.