venerdì 23 dicembre 2016

Cacciatori di dati personali sui social. Il Garante della Privacy: "Servono nuove difese"

repubblica.it
di ALDO FONTANAROSA

Un manuale ci mette in guardia da pericoli non previsti: ora i messaggi esca arrivano anche attraverso le chat. Attenzione alle "url brevi" che nascondono il vero indirizzo Internet cui verremo indirizzati. Smartphone e tablet, loro pure permeabili ai virus

Cacciatori di dati personali sui social. Il Garante della Privacy: "Servono nuove difese"

E' il trucco più vecchio di Internet. Ma ora presenta nuove insidie, al punto che il Garante della Privacy aggiorna i suoi consigli ai navigatori in pericolo. Il fenomeno è noto. Da anni le nostre caselle e-mail sono tormentate da finti messaggi. Sono le esche di malviventi digitali che vanno a caccia delle nostre password, dei numeri di conto corrente oppure delle carte di credito. Puntano così a soffiarci del denaro oppure a fare shopping in Rete, a nostre spese.

Le cose si sono complicate da quando queste esche arrivano anche attraverso i social network. Sui social, siamo più rilassati. Abbassiamo la guardia e rischiamo la beffa. E non aiutano i messaggi fraudolenti che spuntano dalle chat di uso comune. Anche lì, la beffa è in agguato. Per questo il Garante invita a diffidare dai social amici.

Un'altra minaccia nuova è rappresentata dagli "indirizzi accorciati". I malviventi di Internet - spesso - ci inviano un link e ci pregano di cliccare per arrivare a un sito che sarebbe utile a risolvere il nostro presunto problema (tipo un blocco improvviso di un conto corrente o di un account). Da alcuni mesi arrivano sulla e-mail, sui social e sulle chat degli indirizzi molto brevi (creati da software elementari e gratuiti) che servono a mascherare il vero indirizzo web dove approderemo. Se abbocchiamo, anche qui rischiamo di aprire le porte a "virus o programmi trojan horse capaci di prendere il controllo del computer".

La soluzione: posizionare il puntatore del mouse sui link prima di cliccare, in modo da leggere l'indirizzo reale cui verremo indirizzati. Il computer, già. Il Garante avverte che anche smartphone e tablet sono vulnerabili quanto un normale pc da scrivania.

In questo scenario sempre più complicato, il Garante suggerisce:

- di ricordare che banche, grandi catene, enti pubblici non chiedono mai dati personali via e-mail, chat o social network;

- di mantenere la calma di fronte a messaggi "intimidatori" che annunciano la chiusura del nostro conto o sanzioni imminenti;

- di diffidare da messaggi che ci avvertono di un furto dati e ci invitano ad entrare in contatto con la banca - a un numero ignoto - per rimediare;

- di installare un programma antivirus anche per il telefonino, aggiornandolo con regolarità;

- di scegliere password solide - con lettere anche maiuscole, caratteri speciali, numeri - e sempre diverse per i vari account;

- di cambiare spesso queste password, senza impigrirsi;

- di fare shopping in Rete usando solo carte di credito pre-pagate;

- di attivare un sistema di allerta che ci informi di ogni operazione fatta con bancomat o carte (ad esempio grazie ad un sms).

Cacciatori di dati personali sui social. Il Garante della Privacy: "Servono nuove difese"

Cacciatori di dati personali sui social. Il Garante della Privacy: "Servono nuove difese"
Nelle due immagini, i consigli del Garante Privacy per password solide