venerdì 16 dicembre 2016

Biotechware, la startup che porta l’elettrocardiogramma nel cloud

La Stampa
federico guerrin

In Italia sono già stati effettuati già più di 10.000 esami con il dispositivo CardioPad Pro. E ora la giovane azienda torinese si prepara a sbarcare negli Usa



Biotechware è una startup di Torino che opera in un settore forse ancora acerbo ma destinato, data la necessità di snellire il sistema sanitario, ad avere un ruolo sempre più importante in futuro.

Ha sviluppato infatti un prodotto, CardioPad Pro, che consente di effettuare elettrocardiogrammi grazie a un dispositivo portatile, senza doversi prendere la briga di andare in ospedale, ma recandosi presso una semplice farmacia. Niente più code o ticket da pagare (si paga comunque il servizio di analisi). Funziona un po’ come un iPad, con un touch screen da dieci pollici, gli elettrodi e una connessione criptata tramite cui i risultati dell’esame vengono inviati al centro di refertazione, per essere interpretati.

Il tutto in maniera velocissima: la media è di soli 3 minuti per i teleconsulti e 6 minuti per le tele-refertazioni; i risultati sono immediatamente disponibili e consultabili online tramite un portale dedicato. «Al momento – spiega Alessandro Sappia, uno dei fondatori, a La Stampa – il nostro dispositivo è usato da 250 farmacie in tutta Italia e sono già state effettuati 10,000 esami col nostro sistema. Ora puntiamo a consolidare la nostra posizione in Italia e ad espanderci all’estero».

Biotechware nasce nel 2011. Come accade per molte startup, la genesi è legata alla storia personale dei fondatori. «Venivamo da un’esperienza pluriennale in un’azienda che forniva servizi di medicina e abbiamo deciso di creare un prodotto che contribuisse a migliorare il servizio – racconta Sappia – anzi, non un solo prodotto, ma un ecosistema di dispositivi che trasmettono automaticamente i dati sanitari che acquisiscono a delle piattaforme cloud».

Passano un paio di anni e la società, che fino a pochi mesi ha usufruito del programma di accelerazione di I3P, l’incubatore di startup del Politecnico di Torino, mette in commercio il primo prodotto, CardioPad Pro. Fondamentale la partnership con il centro specializzato Telemedico di Genova, dove un equipe di cardiologi analizza e effettua diagnosi sulla base dei dati trasmessi dal sistema. «Telemedico è il nostro principale partner, ma collaboriamo anche con altre realtà operanti sul territorio – spiega Sappia – ad esempio abbiamo fatto una sperimentazione qualche tempo fa con l’ospedale di Firenze».

Dal punto di vista finanziario, dopo il momento del lancio in cui sono stati i soci stessi a mettere mano alle proprie risorse per far decollare il progetto, è arrivato il sostegno di un business angel, David Trabaldo Togna e un investimento da parte del fondo di venture capital Fira. Con l’arrivo dei primi capitali cresce anche l’organico: oggi l’azienda impiega sette persone full time, oltre a una manciata di consulenti e agenti di vendita.

Il modello di business della startup si basa su due principali flussi di cassa: quelli derivanti dalla vendita degli apparecchi ai centri convenzionati, che possono a loro volta noleggiarli o darli in comodato alla farmacie e una commissione per la gestione del dato, applicata ad ogni transazione.
Fra gli obiettivi di crescita a breve e medio termine lo sbarco all’estero, sia in Europa che negli Stati Uniti. «Abbiamo dato lo strumento in prova ad alcune società in Gran Bretagna – spiega Sappia - e superata la fase di test speriamo di siglare contratti con loro. Guardiamo anche alla Francia e all’America. Negli Usa abbiamo fatto richiesta di certificazione e contiamo di avere risposta entro la fine dell’anno, per poi cominciare a vendere nel 2017».

L’obiettivo dietro l’angolo è quello di raggiungere i 500 dispositivi venduti annui e di ampliare al contempo la gamma di servizi offerti. Come primo passo, l’azienda di Torino ha avviato una collaborazione con l’associazione di categoria Farmauniti per offrire, oltre all’elettrocardiogramma anche il test «Holter pressorio», che consiste nella misurazione della pressione a vari intervalli nel corso di 24 ore. «Questo genere di esami da remoto diventerà sempre più comune e si apriranno nuove opportunità e altri mercati – gongola il fondatore».

A fare gola è soprattutto il business della diagnostica per immagini, potenzialmente assai redditizio.