sabato 31 dicembre 2016

31 dicembre: il nuovo anno inizierà un secondo dopo

Corriere della sera

di Paolo Virtuani

Alla mezzanotte sarà aggiunto un secondo agli orologi atomici per uniformarsi al rallentamento della rotazione della Terra

Il secondo intercalare o leap second (Nasa)

Il secondo intercalare o leap second (Nasa)
Quando sarete pronti per far saltare il tappo della bottiglia di spumante per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, aspettate un secondo. Il 2017, infatti, arriverà un secondo dopo: alla mezzanotte esatta del 31 dicembre (orario di Greenwich, quindi quando in Italia sarà già l’una del 1° gennaio) gli orologi atomici dovranno essere corretti per uniformarsi al rallentamento della rotazione della Terra e perciò dovranno aggiungere un secondo al Tempo universale coordinato (Utc), l’orario standard al quale tutti fanno riferimento. Si tratta del cosiddetto «secondo intercalare» (in inglese leap second) deciso dall’International Earth Rotation Service (Iers), un sistema per stare al passo con l’esatta rotazione del pianeta.
La 27ma correzione
La correzione del prossimo 31 dicembre è la 27ma che viene effettuata in 44 anni. L’ultima è avvenuta il 30 giugno 2015, la prima il 30 giugno del 1972. Dal tempo Utc dipendono, tra le altre cose, la sincronizzazione dei satelliti (e quindi dei Gps), le transazioni delle Borse, i motori di ricerca e i siti di vendita online. Il secondo intercalare viene aggiunto (ma può anche essere tolto) a causa dell’irregolarità della velocità di rotazione della Terra, cioè quanto tempo impiega il nostro pianeta a compiere un giro intorno a se stesso. In pratica, quanto dura un giorno.
Rotazione irregolare
La rotazione, infatti, non è costante ma dipende da vari fattori. Quello più importante è l’azione congiunta dell’attrazione gravitazionale della Luna (per il 75%) e del Sole (per il 25%) che genera le maree, il cui attrito con la superficie della Terra rallenta la rotazione. Inoltre vanno tenuti in considerazione i grandi terremoti (da magnitudo 8.5 in su) che modificano la distribuzione delle masse nel sottosuolo alterando la rotazione. Un’influenza viene esercitata anche dalla differente distribuzione delle masse nel nucleo interno terrestre (che ruota a velocità diversa rispetto al resto del pianeta: la differenza è di meno di 1 grado all’anno secondo le ultime stime). Infine per un calcolo corretto occorre prendere in considerazione anche le oscillazioni periodiche del nucleo esterno, dell’orbita ellittica della Terra intorno al Sole, della fusione dei ghiacciai continentali e altri movimenti. Considerando tutto ciò, risulta che la Terra rallenta la sua rotazione di circa 2 millesimi di secondo al giorno.
I dati storici
Tenendo conto solo del rallentamento dovuto all’attrito provocato dalle maree, la tendenza è chiara e uniforme: la durata del giorno si allunga di circa 2 millesimi di secondo ogni secolo. Lo si è scoperto sia analizzando la crescita nei coralli fossili (che dipende dalla durata del giorno) sia verificando gli orari delle eclissi riportati nelle antiche cronache cinesi. Studiando i dati risalenti al 1.200 a. C. che descrivevano un’eclissi totale di Sole, se la rotazione della Terra non avesse subito un rallentamento di 47 millesimi di secondo da allora a oggi, l’ombra della Luna si sarebbe trovata a migliaia di chilometri di distanza e i cinesi non avrebbero potuto osservarla e registrarla. Gli studi sui coralli del Carbonifero inferiore (350 milioni di anni fa) hanno rilevato che in quei tempi l’anno durava 385 giorni. In rocce australiane di 620 milioni di anni fa si è visto che il giorno durava 22 ore e l’anno 400 giorni. Una delle conseguenze del rallentamento della rotazione della Terra è che la Luna si allontana da noi di 38 millimetri all’anno, pari a 38 chilometri ogni milione di anni.

@PVirtus
7 dicembre 2016 (modifica il 23 dicembre 2016 | 15:05)