sabato 26 novembre 2016

Voglia di privacy: i modi migliori per nascondersi quando si naviga online

Corriere della sera

di Michela Rovelli
Trump (forse) ne vuole di meno, gli americani di più: record di download per tutti i metodi capaci di criptare i nostri dati. Dai browser alle mail criptate, ecco come difendere i nostri dati sul web

Ansia da privacy negli Usa di Trump

Oltre alle preoccupazioni sulla gestione dell’immigrazione e per i futuri rapporti internazionali, l’elezione di Donald Trump ha destato anche un’altra angoscia tra i cittadini americani: le conseguenze sulla propria privacy. Quale fosse il suo pensiero, il neoeletto presidente l’aveva già fatto capire a febbraio, quando inneggiava al boicottaggio dei prodotti Apple. La colpa della società di Cupertino? Si era rifiutata di aiutare l’Fbi nel recupero dei contenuti criptati sull’iPhone di uno dei terroristi degli attentati di San Bernardino del 2 dicembre 2015.

E anche la Silicon Valley aveva manifestato la propria preoccupazione: a giugno una lettera firmata da più di cento leader tech aveva definito Trump «un disastro per l’innovazione». E molti di loro, tra cui Facebook, Google e Twitter, hanno scritto al nuovo inquilino della Casa bianca per chiedergli, tra le altre cose, di provare a difendere la crittografia. Ma la sua linea sembra esattamente quella opposta: la privacy dei cittadini soccombe davanti alla sicurezza nazionale. Questo potrebbe significare in futuro più sorveglianza e lotta ai sistemi criptati nel Paese a stelle e strisce. Con la National Security Agency ancora più libera di raccogliere dati su chiunque per qualunque motivo.


Signal, mail criptate e Vpn

Ma non a tutti piace essere spiati. E se lo Stato non assicura protezione, gli utenti si preparano a difendersi da soli. Negli Stati Uniti hanno già iniziato ad affilare le lame. Lo confermano i dati raccolti da App Annie su Signal, la piattaforma di messaggistica criptata preferita da Edward Snowden. In 24 ore, dall’8 novembre — giorno delle elezioni — al 9, si sono impennati i numeri di download, facendogli scalare le classifiche di Apple Store e Google Play.

Gli utenti hanno pensato a difendere da occhi indiscreti tutti i sistemi di comunicazione: ProtonMail, che fornisce un servizio di posta elettronica criptata, ha fatto sapere di aver raddoppiato le iscrizioni dopo il voto americano. Non solo: gli statunitensi vogliono anche esplorare il web liberamente. Per questo sempre più persone decidono di fare richiesta per una Vpn, le reti private di navigazione anonima. Da TunnelBear a HotSpot Schield, creata da AnchorFree, fino a Vpn Unlimited di KeepSolid, tutti hanno segnalato una crescita attorno al 30 per cento delle iscrizioni nei giorni successivi alle elezioni.


Il sistema operativo anonimo

Alcuni consigli sono di facile applicazione: il blocco dei coockies, l’attenzione, la cura nell’utilizzo della localizzazione e l’applicazione della navigazione in incognito. In assenza di strumenti legali, però, associazioni, società e privati si sono dati da fare per arginare il problema in modo più efficace dal basso. La Internet Defense League, che dal 2012 si propone di difendere la libertà sul web, ha creato un intero sistema operativo a prova di intrusioni. Si chiama Tails ed è «live», ovvero si può avviare con un dvd o una chiavetta Usb. Come riporta la descrizione del software, Tails «aiuta ad utilizzare Internet in modo anonimo ed evita le censure quasi dappertutto e su qualunque computer, non lascia nessuna traccia a meno che non lo si richieda».


Browser e motori di ricerca sicuri

Per chi vuole continuare ad utilizzare il proprio sistema operativo, ma in sicurezza, può limitarsi a scaricare il Tor browser — parola d’ordine del progetto «Sorveglianza = oppressione» — che assicura l’anonimato e blocca la raccolta dati. Se si possiede un dispositivo Apple, da provare l’appena lanciata nuova versione di Mozilla Firefox: Focus. Pensata per il mobile, evita la registrazione di qualsiasi dato e allo stesso tempo blocca i banner pubblicitari. Una terza possibilità è il motore di ricerca DuckDuckGo, creato nel 2008 per evitare che gli utenti vengano tracciati mentre navigano sul web.


Le estensioni per Browser

Se non si ha intenzione di cambiare abitudini internaute, per arginare i problemi di privacy sono state create delle estensioni. Software leggeri da installare sul proprio browser. La Electronic Frontier foundation, un’associazione che dal 1990 difende i diritti degli utenti nel mondo digitale, ne propone due: Https Everywhere e Privacy Badger. Il primo è compatibile con Firefox, Chrome e Opera e cripta le comunicazioni con i siti in cui accediamo. il secondo blocca gli ads e i sistemi di tracking e si può installare su Opera e Firefox. Ma lo strumento di difesa più importante è la consapevolezza di quello che esponiamo nella grande piazza del web. Soprattutto sulle piattaforme più vulnerabili e più frequentate: i social network. Perché la crittografia è inutile se poi non si fa attenzione alle disposizioni di privacy o ai contenuti che finiscono sui nostri profili.