lunedì 28 novembre 2016

La Cina è prima al mondo per le richieste di nuovi brevetti

La Stampa
carlo lavalle

Nel 2015 un terzo delle richieste delle domande di protezione della proprietà intellettuale di tutto il mondo sono arrivate dalla Repubblica Popolare. Che non ha smesso di copiare, ma ha cominciato anche a inventare


Un rappresentante dell’istituto di Computing Technology dell’Accademia delle Scienze della Cina sul palco della terza Conferenza mondiale su Internet a Wuzhen

Cresce la domanda di nuovi brevetti a livello globale e la Cina si conferma il paese più all’avanguardia con il numero più alto di richieste. Sono oltre un milione, per esattezza 1.010.406, secondo i dati diffusi dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (WIPO). Una cifra record quella raggiunta nel 2015 da Pechino che dimostra il suo dinamismo nel campo dell’innovazione, soprattutto in settori come telecomunicazioni, informatica e tecnologia medica.

«Questi numeri sono davvero straordinari per la Cina. È la prima volta che un ufficio brevetti riceve più di un milione di richieste» – ha dichiarato il direttore generale della WIPO , Francis Gurry, durante la conferenza stampa di presentazione del “World Intellectual Property Indicators – 2016”, tenuta a Ginevra. «In tutti i paesi, si riscontra un crescente interesse a proteggere la proprietà intellettuale – ha aggiunto nel suo intervento – che riflette la sua importanza in un’economia della conoscenza propria della globalizzazione».

Nel complesso, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di protezione dei diritti di proprietà intellettuale, ha registrato 2,9 milioni domande di nuovi brevetti, con un incremento del 7,8 per cento rispetto al 2014.

La Cina, sotto l’impulso degli incentivi governativi, è nettamente in testa, seguita da Stati Uniti (526.296) e Giappone (454.285). Quinta in classifica è la Germania, primo paese europeo, con 174.109 richieste, mentre Italia, che figura all’11 posto, ne conta 29.288. Quanto ai settori innovativi a maggior tasso di sviluppo in evidenza ci sono tecnologia informatica (7,9 per cento del totale), macchine elettriche (7,3 per cento), e comunicazione digitale (4,9 per cento).

Anche nelle domande per nuovi marchi c’è stato un significativo balzo in avanti con la Cina ancora protagonista. WIPO registra quasi 6 milioni di richieste nel 2015, pari ad un aumento del 15,3 per cento rispetto al 2014, percentuale che costituisce il livello più alto di crescita dall’anno 2000. Pechino, di nuovo, batte tutti con 2,83 milioni domande di registrazione di nuovi marchi.