mercoledì 30 novembre 2016

Dalla paghetta allo shopping, con Soldo un solo conto spese basta per tutta la famiglia

La Stampa
luca indemini

Un’app, uno smartphone, più carte prepagate che si appoggiano al circuito MasterCard: così una startup italiana (ma con sede a Londra ) vuole rivoluzionare l’idea di banca online


Sbarca ufficialmente sul mercato Soldo , il primo conto spese multi-utente rivolto a gruppi di familiari che vogliono tenere sotto controllo le proprie finanze quotidiane. Soldo sfrutta il circuito di pagamento di MasterCard e offre carte prepagate personalizzabili, a partire dagli 8 anni, e un’app (per iOS e Android) che permette di gestire con facilità i flussi di denaro da mobile. L’obiettivo è duplice: da un lato permettere al titolare di un conto di tenere sotto controllo in tempo reale le spese dei membri del proprio network, dall’altro garantire a tutti la necessaria autonomia.

LA GENESI DEL PROGETTO
«L’idea è nata partendo da un’esperienza e una necessità personale: ho una famiglia con due figli e altre figure che gravitano attorno alla famiglia; una situazione gestita con conto correnti cointestati, carte prepagate… In più vivo a Londra, ma ho una parte importante della mia vita in Italia e così devo anche conciliare due mondi. Ho cercato un prodotto che potesse aiutarmi, ma non esisteva». E allora Carlo Gualandri, pioniere di Internet in Italia, uno dei padri di Virgilio.it e tra i creatori di Fineco, il prodotto lo ha creato, fondando la startup fintech con sede a Londra.

«I prodotti finanziari sono pensati in ottica singolo utente, ma quando si arriva al livello della spesa tutto esplode: la sorgente del denaro è una e ne dispongono in molti. Serve un sistema snello che permetta la gestione centralizzata di un mondo di persone – spiega Gualandri –. La famiglia è il punto di partenza, il prossimo passo saranno le aziende, altra realtà dove si ripresenta in modo diverso lo stesso tipo di problema».



DALLA BETA AL MERCATO
Per 18 mesi Soldo ha operato in versione, testando e perfezionando un sistema che consente e controlla flussi di denaro all’interno di gruppi con più utenti, e ha sviluppato un primo nucleo di clienti in due mercati, con diverse valute: Regno Unito e Italia. «La fase di test ci ha permesso di raggiungere due obiettivi: da un lato abbiamo fatto maturare la piattaforma, per farla funzionare senza incertezze, il software è come il vino: col passare del tempo migliora – racconta Gualandri –. Dall’altro abbiamo ascoltato i consigli degli utenti e osservato l’uso che ne facevano. Abbiamo imparato cose importanti, soprattutto che la gente vuole cose semplici per cominciare».

Dopo un seed round a sette cifre, il cui importo non è stato divulgato, l’azienda è pronta a creare un nuovo segmento di mercato che ad oggi è stato lasciato scoperto sia dalle banche, sia dal mondo fintech. Soldo è un attore licenziato e regolato dalla FCA , con una licenza quasi bancaria, e grazie a MasterCard offre un circuito di pagamenti universalmente riconosciuto: «Per noi era fondamentale offrire la possibilità di comprare ovunque: su Amazon, su Netflix o su iTunes, ma anche al ristorante, nei negozi e ritirare i soldi al bancomat».



LA SFIDA DEL FINTECH
Secondo Goldman Sachs il mercato fintech potrà generare fino a 4,7 bilioni di dollari. Nel 2015 l’investimento globale nel settore è arrivato a circa 20 miliardi di dollari e in Italia ad oggi esistono ben 115 startup fintech, che nel 2015 hanno ricevuto finanziamenti per 33,6 milioni di euro.
Ma come si pone il mondo Fintech rispetto al mercato tradizionale? Le visioni sono due: c’è chi pensa che sia destinato a sostituire le banche tradizionali e chi vede un meccanismo di collaborazione, che potrà generare benefici per entrambi. «Noi puntiamo sul secondo – dichiara Gualandri –. Non vogliamo fare quello che fa una banca; non facciamo investimenti né prestiti, siamo dei traslocatori di soldi. Lavoriamo su un prodotto molto specifico, che non esiste lato banca. Non siamo competitor, ma complementari, parliamo con molte banche e solitamente riscuotiamo interesse».

COME FUNZIONA SOLDO
L’utente può scegliere l’ammontare di denaro da gestire attraverso Soldo, che può spaziare dai pochi euro sulla carta dei bimbi, usata come paghetta mensile, a svariate migliaia. Non sono previste spese sulle transazioni, ma un abbonamento fisso mensile di 2 euro, per la gestione multiutente intelligente. All’utente vengono trasferiti unicamente i costi non assorbibili: la carta di plastica, un prelievo bancomat negli Stati Uniti. «Soldo funziona come un Software-as-a-Service, si paga un abbonamento e si accede a una serie di servizi, con la possibilità di averne altri sostenendone i costi materiali, come più carte di credito o carte contactless».

La caratteristica principale di Soldo è quella di offrire al titolare del conto la possibilità di definire la propria rete di utenti, che riceveranno un portafoglio online e una carta prepagata. Le persone inserite nel network godono di autonomia finanziaria, potendo effettuare gli acquisti quotidiani da un unico conto spese, in oltre 31 milioni di punti vendita nel mondo. Al contempo, il titolare del conto può stabilire regole di utilizzo per ogni componente del network, creando impostazioni predefinite per l’uso delle varie carte. Inoltre, Soldo invia notifiche in tempo reale su ciò che accade al conto spese, in modo da poter tenere traccia dei consumi quotidiani, e permette di accedere all’estratto conto via app.

Dopo il lancio del prodotto family in Inghilterra e Italia, il passo successivo sarà l’espansione su altri mercati europei. «Entro fine anno vogliamo proporre il prodotto per aziende, partendo nuovamente da Regno Unito e Italia».