mercoledì 30 novembre 2016

Cuba, Corriere della Sera non gradito Negato il visto alla giornalista

Corriere della sera

A Sara Gandolfi, inviata del Corriere, non è stato concesso il visto perché «la copertura che il tuo giornale ha dato di Cuba in questi anni è sbilanciata»

(Foto Afp)
(Foto Afp)

Il Corriere della Sera non è benvenuto a Cuba. Dopo quarantotto ore di attesa al Centro de prensa internacional dell’Avana, alla nostra inviata Sara Gandolfi è stato comunicato ieri sera tardi che non le verrà concesso il visto di lavoro «perché la copertura che il tuo giornale ha dato di Cuba in questi anni è “desbalanciada”, sbilanciata». Non sono state fornite ulteriori spiegazioni, per iscritto o oralmente.

Su oltre cinquecento giornalisti che in queste ore sono accorsi in massa all’Avana per seguire i funerali di Fidel Castro, risulta che analogo rifiuto abbia colpito l’inviato Peter Tiede del quotidiano Bild, il giornalista José Antonio Gill del canale televisivo argentino Canal 13 e il suo cameraman. Altri giornalisti sono in attesa da più di due giorni di una risposta alla richiesta di visto per poter filmare, fare interviste, informare liberamente il mondo su quanto sta avvenendo a Cuba. Resta in sospeso la richiesta di The Daily Telegraph e The Guardian, arrivati come la nostra inviata domenica mattina al Centro «Approvati» invece i giornalisti italiani di La Repubblica e della Rai.

In una atmosfera kafkiana (a tratti sovietica), racconta la nostra giornalista, per due giorni le è stato detto di aspettare fiduciosa, mezz’ora dopo mezz’ora, e sino all’ultimo i funzionari governativi hanno negato che fosse una decisione politica: «è una decisione cubana», hanno detto alla fine. Il collega della Bild è stato invitato, invece, in una stanza del Centro dove è rimasto chiuso per oltre undici ore, poi gli è stato detto di tornare più tardi, infine che era «inutile che perdesse altro tempo».

Non è la prima volta che accade. Già nel maggio 2005 l’inviato del Corriere Francesco Battistini, dopo essere stato arrestato per aver seguito un’assemblea di oppositori, era stato rimpatriato dall’Avana all’Italia. E sorte simile aveva subito pochi giorni prima un altro collega sempre del Corriere, Rocco Cotroneo. A Sara Gandolfi ora è stato concesso di restare a Cuba, ma esclusivamente come turista. Non avrà accesso alle zone dove si svolgeranno gli eventi, compresa la Plaza de la Revolucion dove questo pomeriggio è organizzato il «funerale politico» di Fidel Castro, alla presenza di vari dignitari stranieri fra cui il viceministro degli Esteri italiano Mario Giro. Non potrà esercitare la professione di giornalista, «altrimenti violerà la legge cubana».

La libertà di stampa, con o senza Fidel, non è ancora di casa a Cuba.