martedì 29 novembre 2016

Chiamate promozionali sui cellulari: ​una legge per bloccare i call center

Marta Proietti - Dom, 27/11/2016 - 12:11

Ad oggi il Registro pubblico delle opposizioni per non essere contattati vale solo per le utenze domestiche



I call center, di qualsiasi azienda, sembrano avere uno speciale fiuto per telefonare nei momenti meno opportuni. E l'utente che riceve le chiamate molto spesso non ricorda neanche come il suo numero di telefono sia finito tra le persone da contattare.

Da qualche tempo, alle telefonate promozionali su rete fissa, si sono aggiunte quelle su telefono cellulare. Come scrive Il Messaggero, negli ultimi cinque anni sono state oltre 25mila le segnalazioni per chiamate ritenute illecite ricevute dal Garante della Privacy. Più di 3mila quelle ricevute nei primi sei mesi del 2016. E sono oltre un milione e mezzo le utenze iscritte al Registro pubblico delle opposizioni, dunque molte di più, calcolando le famiglie, le persone che hanno manifestato il diritto di opposizione alle chiamate di telemarking. Senza considerare poi le lamentele che corrono sul web.
Le misure al vaglio del Parlamento riguardano proprio i telefoni cellulari. Tra le pagine del ddl Concorrenza c'è uno strumento che permette al cittadino di difendersi dai call center indesiderati, consentendo l'estensione dell'iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni a tutti i numeri riservati. Quindi anche ai telefonini.

Il presidente della Fondazione Bordoni, che gestisce il Registro, Alessandro Luciano, ha così commentato: "Il Parlamento ha accolto le numerose istanze dei cittadini pervenute ai nostri uffici e a quelli del Garante della Privacy, mettendo in discussione le proposte per consentire la possibilità di iscriversi al Registro anche ai numeri di cellulari, potenziando e rendendo più efficace il Registro pubblico delle opposizioni per contrastare l'utilizzo incontrollato del telemarking cui, tutti noi, assistiamo ogni giorno. Ciò consentirebbe la cancellazione, con l'unica iscrizione al Registro, di tutti i consensi forniti in precedenza, rendendo legittimi solo quelli dati successivamente, con una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte del cittadino-consumatore".